Il Tirreno

Pisa

PROTESTA DEI SINDACATI

Assemblea il primo giorno

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 PISA. «Anche nella nostra provincia il primo giorno di scuola sarà virtuale!». Lo dicono i sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals, Gilda, Cobas e Unicobas, annunciando per domani dalle 8 alle 11, all'auditorium A del complesso Marchesi in via Betti, un'assemblea di tutto il personale scolastico della provincia.  «Siamo consapevoli delle difficoltà che questa scelta comporta e delle perplessità che può suscitare in merito all'opportunità di creare disagi nella scuola nel giorno di inizio delle lezioni - dicono i sindacati -. La realtà, però, è che i tagli agli organici, la riduzione delle risorse finanziarie, le continue modifiche normative stanno portando verso il disastro l'intero sistema della scuola pubblica. Di fronte ad un attacco così grave alla qualità della scuola pubblica, non solo il sindacato non può tacere, ma tutti coloro che hanno a cuore il miglioramento della scuola statale devono far sentire alta la voce del dissenso. Vogliamo dare all'opinione pubblica un segnale chiarissimo del forte ridimensionamento della scuola statale, cercando così di sconfiggere la diffusa disinformazione. Dobbiamo tentare di fermare l'ennesimo taglio degli organici previsto per l'anno scolastico 2011/12, perché si determinerebbero condizioni di lavoro troppo gravose e tali da non poter rispondere alle esigenze del diritto allo studio dei cittadini che già alcuni hanno avuto leso. Sono numerose le scuole della provincia che, per l'alta adesione del personale all'assemblea, inizieranno le lezioni alle 11.30, altre resteranno chiuse o funzioneranno ad orario ridotto».  Contro l'assemblea si esprime la Uil Scuola, perché «rischia di essere una frattura tra la scuola pubblica e le famiglie, che senza essere avvertite e coinvolte si troverebbero di fronte ad un fatto compiuto, a un'imposizione traumatica. Nella scuola dell'infanzia, primaria e nella scuola media di primo grado l'assemblea, inoltre, andrebbe a creare un disagio a genitori, bambine e bambini che non sono la nostra controparte e che non sono colpevoli, ma sono le vittime delle difficoltà vissute dalla scuola». Secondo la Uil, «è molto più utile che l'iniziativa sia sostituita con una serie di assemblee, una per ogni comune o ancor meglio una per ogni scuola, per fare il punto su tutti i cambiamenti, su tutti i tagli che stanno investendo la scuola e sul piano di razionalizzazione. Il rinvio permetterebbe di avvertire, con ampio anticipo, le famiglie e di coinvolgerle nel dibattito che dovremo aprire».

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