Sicurezza
Il prorettore: in arrivo 30 assunzioni
Gianluca Campanella
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Per una trentina di tecnici amministrativi dell'università di Pisa presto potrebbe arrivare una lettera d'assunzione. Sarà discusso nel prossimo cda del 29 settembre, ma molti ne parlano già come di cosa fatta. L'annuncio viene dal prorettore al personale, Antonio Lucacchini, che stamani ufficializzerà la sua candidatura a rettore insieme agli altri professori Massimo Augello, Nicoletta De Francesco e Paolo Miccoli. Lucacchini racconta che martedì scorso è stato aperto il Proper, il meccanismo attraverso cui si assume il personale: la procedura è stata resa possibile dal via libera del ministero.
Erano due le richieste inviate a Roma: rendere indipendenti le assunzioni del personale da quelle dei ricercatori; aggiungere ai fondi minimi destinati per il reclutamento dei ricercatori (il 60% del totale per le assunzioni) anche la copertura offerta per i ricercatori dai cosiddetti "fondi Mussi". «Sono sempre stato per lo sviluppo sostenibile - commenta Lucacchini - e ora che abbiamo la possibilità finanziaria, dobbiamo approfittarne». Gli assunti saranno presi in carico economicamente a dicembre, per rispettare i vincoli di bilancio, anche se le lettere partiranno prima. Lucacchini ricorda anche gli altri "precari": «Siamo sensibili alla necessità di dare il via ai bandi per posti di ricercatori, ma non di meno bisogna preoccuparci di operare per gli avanzamenti di carriera, in particolare il passaggio dei ricercatori ad associato». Quella dei tempi e dei conti in ordine «in continuità con l'attuale governo dell'ateneo», è una delle priorità per il prorettore che aggiunge: «Dobbiamo sbrigarci anche a riscrivere lo statuto, per mantenere alcuni aspetti dell'autonomia che il ddl Gelmini potrebbe far sparire. Se abbiamo il bilancio a posto, possiamo permetterci questa operazione». Lucacchini si riferisce in particolare alla rappresentatività delle varie componenti accademiche negli organi istituzionali: ora, per esempio, personale, ricercatori, studenti e professori hanno i loro rappresentanti in senato e cda. Con la riforma dell'università in cantiere, alcune figure potrebbero mancare. Il prorettore ne fa un punto della sua campagna elettorale, perché «siamo in una situazione di difficoltà e bisogna condividere le scelte: se non abbiamo questo tipo di gestione democratica nei luoghi di lavoro, si diventa poco credibili e non si riacquisisce il senso di appartenenza». Se da un lato 30 assunzioni sono un dato positivo, dall'altro ne erano state promesse un numero maggiore e proprio questo mese (probabilmente il giorno 22) ci sarà l'udienza del giudice del lavoro per discutere la vertenza depositata a luglio dal coordinamento degli stabilizzandi tecnici amministrativi.
Essa denuncia il mancato adempimento, da parte dell'università, dell'accordo siglato nel 2009 che prevedeva l'assunzione di 61 precari: non sono mai state fatte. La situazione, infine, si intreccia anche con la delibera del senato accademico approvata il 6 luglio. In base alla disponibilità del bilancio consuntivo 2009, le varie componenti dell'ateneo hanno chiesto bandi per 85 ricercatori e 89 stabilizzazioni tra il personale precario.
Erano due le richieste inviate a Roma: rendere indipendenti le assunzioni del personale da quelle dei ricercatori; aggiungere ai fondi minimi destinati per il reclutamento dei ricercatori (il 60% del totale per le assunzioni) anche la copertura offerta per i ricercatori dai cosiddetti "fondi Mussi". «Sono sempre stato per lo sviluppo sostenibile - commenta Lucacchini - e ora che abbiamo la possibilità finanziaria, dobbiamo approfittarne». Gli assunti saranno presi in carico economicamente a dicembre, per rispettare i vincoli di bilancio, anche se le lettere partiranno prima. Lucacchini ricorda anche gli altri "precari": «Siamo sensibili alla necessità di dare il via ai bandi per posti di ricercatori, ma non di meno bisogna preoccuparci di operare per gli avanzamenti di carriera, in particolare il passaggio dei ricercatori ad associato». Quella dei tempi e dei conti in ordine «in continuità con l'attuale governo dell'ateneo», è una delle priorità per il prorettore che aggiunge: «Dobbiamo sbrigarci anche a riscrivere lo statuto, per mantenere alcuni aspetti dell'autonomia che il ddl Gelmini potrebbe far sparire. Se abbiamo il bilancio a posto, possiamo permetterci questa operazione». Lucacchini si riferisce in particolare alla rappresentatività delle varie componenti accademiche negli organi istituzionali: ora, per esempio, personale, ricercatori, studenti e professori hanno i loro rappresentanti in senato e cda. Con la riforma dell'università in cantiere, alcune figure potrebbero mancare. Il prorettore ne fa un punto della sua campagna elettorale, perché «siamo in una situazione di difficoltà e bisogna condividere le scelte: se non abbiamo questo tipo di gestione democratica nei luoghi di lavoro, si diventa poco credibili e non si riacquisisce il senso di appartenenza». Se da un lato 30 assunzioni sono un dato positivo, dall'altro ne erano state promesse un numero maggiore e proprio questo mese (probabilmente il giorno 22) ci sarà l'udienza del giudice del lavoro per discutere la vertenza depositata a luglio dal coordinamento degli stabilizzandi tecnici amministrativi.
Essa denuncia il mancato adempimento, da parte dell'università, dell'accordo siglato nel 2009 che prevedeva l'assunzione di 61 precari: non sono mai state fatte. La situazione, infine, si intreccia anche con la delibera del senato accademico approvata il 6 luglio. In base alla disponibilità del bilancio consuntivo 2009, le varie componenti dell'ateneo hanno chiesto bandi per 85 ricercatori e 89 stabilizzazioni tra il personale precario.
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