Il Tirreno

Pisa

Si ammala, la multa raddoppia

Antonio Scuglia
La sede della Sepi in piazza dei Facchini
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La sede della Sepi in piazza dei Facchini

Il giudice di pace "salva" l'invalido sanzionato dalla Sepi

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 PISA. La multa va pagata entro sessanta giorni, altrimenti raddoppia: «dura lex, sed lex», da lì non si scappa. Ma davanti all'impossibilità fisica di pagarla, anche la legge può ammorbidirsi. In base a questo ragionamento il giudice di pace Armando Scotto ha annullato l'ulteriore sanzione emessa dalla Sepi nei confronti di un invalido pisano (sentenza 1546/2010).  Il ricorrente si opponeva all'ingiunzione (324 euro) dalla Sepi: «Il ritardo nel pagamento, di soli due giorni, era stato determinato dal mio stato di salute», ha spiegato. La società che gestisce le entrate del Comune si è costituita con memoria a sostegno della legittimità della pretesa creditoria. La violazione era stata contestata immediatamente al ricorrente il 2 aprile 2008 e il pagamento della sanzione avvenne il successivo 4 giugno, quindi tre giorni dopo la scadenza del termine di 60 giorni previsto dall'articolo 202 del codice della strada: «Il ricorrente - rileva il giudice - ha prodotto atto di riconoscimento della sua invalidità civile al 50% a seguito di grave patologia, nonché certificazione medica in data 20 maggio 2008, attestante una fase acuta della stessa con prescrizione di giorni venti di riposo e cura». Tenuto conto dell'impossibilità di attendere alle ordinarie occupazioni proprio nella fase finale del termine concesso per il pagamento, avvenuto comunque in lievissimo ritardo, rileva il magistrato, «si può ritenere giustificata la condotta del ricorrente, che si trovò in una situazione di forza maggiore temporaneamente preclusiva dell'adempimento».

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