Il dolore
Medicina, pressioni sul decano
Gianluca Campanella
Si scalda il clima per le elezioni del preside, lettera-sfogo del prof. Ronca
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PISA. Il decano di Medicina, professor Giovanni Ronca, prende carta e penna e denuncia le pressioni che sta ricevendo sulla scelta della data per l'elezione del nuovo preside di facoltà. Pressioni che sarebbero legate alla contemporaneità delle elezioni del rettore. Da un paio di giorni circolano delle voci a medicina, che raccontano lo sfogo di Ronca: questi ha scritto al preside attuale, Luigi Murri, chiedendogli consigli su come comportarsi. Infatti, settembre e ottobre saranno due mesi di fuoco: venerdì è stata rinnovata la componente elettorale del senato accademico e da domani cominciano i trenta giorni entro cui eleggere il nuovo rettore. In questo calendario serrato, ci sono anche tre presidi in scadenza: quelli di Scienze, Lingue e, appunto, Medicina. Ronca ritiene le due elezioni - preside e rettore - tra loro indipendenti. Ma è uno dei pochi a pensarla in quel modo; pertanto lamenta sollecitazioni contrapposte, secondo le convenienze: il nodo di fondo sembra essere come voteranno i docenti di medicina alle elezioni per il successore di Marco Pasquali, massima carica dell'ateneo. C'è un candidato, Paolo Miccoli, unico medico in corsa per Palazzo alla Giornata; e Murri ne ha parlato come «candidato di facoltà». Ma, secondo gli ultimi rumors di "Radio medicina", il voto verso Miccoli non sarebbe così compatto come alcuni sostengono. Quindi, chi vuole nascondere le divisioni della facoltà su questo tema, insiste affinché si vada al voto per il preside nell'ultima decade di ottobre, quando i turni elettorali per il rettore saranno sicuramente terminati. Al contrario, chi vuole evidenziare eventuali spaccature, premeva per la prima decade di settembre che ormai è passata. E ora rilancia per le elezioni del preside tra primo e secondo turno delle elezioni per il rettore, dando per scontato che al primo giro non si riesca a individuare il nome del nuovo inquilino di Palazzo alla Giornata. «Cosa fare?», si chiede Ronca e lo chiede anche a Murri, mandando per conoscenza una copia della lettera anche ai due candidati presidi, Mario Petrini e Stefano Taddei, e alla segretaria amministrativa di facoltà, Claudia Cimino. La preoccupazione del decano non è "logistica", perché ritiene che tre giorni consecutivi bastino a risolvere la questione e una finestra così stretta sia facilmente rintracciabile. Il problema, per Ronca, è decidere in autonomia (una sua prerogativa), senza favorire nessuno e senza contraddire lo spirito di una delibera del senato accademico, che il 23 aprile aveva deliberato «una raccomandazione ai decani di tener presente l'evoluzione normativa». Il riferimento è al ddl Gelmini, che Ronca comincia a ritenere possa essere approvato entro ottobre: se l'università fosse riformata da quel provvedimento, allora sarebbe consigliabile aspettare prima di rinnovare le cariche istituzionali.
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