Il Tirreno

Pisa

"Don Vito", il libro che riscrive pezzi di storia italiana

Ciancimino sarà a Pisa con il giornalista La Licata
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Ciancimino sarà a Pisa con il giornalista La Licata

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 PISA. Giovedì alle 17.30 alla Libreria Feltrinelli in corso Italia sarà presentato il libro "Don Vito" - Le relazioni segrete tra Stato e mafia nel racconto di un testimone d'eccezione (ed. Feltrinelli), scritto da Massimo Ciancimino e Francesco La Licata. Saranno presenti gli autori. Introduce l'incontro Marco Barabotti, giornalista del "Tirreno". «Questo libro - si legge in una nota di presentazione - è un viaggio senza ritorno nei gironi infernali della storia italiana più recente».  Infatti, il libro «racconta quarant'anni di relazioni segrete, occulte e inconfessabili, tra politica e criminalità mafiosa, tra Stato e Cosa nostra».  Perno della narrazione è la vicenda di Vito Ciancimino, "don Vito da Corleone", uno dei protagonisti della vita pubblica siciliana e nazionale del secondo dopoguerra, personaggio discutibile e discusso, amico di Bernardo Provenzano, già potentissimo assessore a Palermo, per una breve stagione sindaco della città, per decenni snodo cruciale di tutte le trame nascoste a cavallo tra mafia, istituzioni, affari e servizi segreti. A squarciare il velo sui misteri di "don Vito" è oggi un testimone d'eccezione: Massimo, il penultimo dei suoi cinque figli, quello che per anni gli è stato più vicino e lo ha accompagnato attraverso innumerevoli traversie e situazioni pericolose.  Il suo racconto - che il libro riporta per la prima volta in presa diretta, senza mediazioni, arricchito dalla riproduzione di documenti originali e fotografie - riscrive pagine fondamentali della nostra storia: il "sacco di Palermo", la nascita di Milano 2, Calvi e lo Ior, Salvo Lima e la corrente andreottiana in Sicilia, le stragi del '92, la "Trattativa" tra pezzi dello Stato e Cosa nostra, la cattura di Totò Riina, le protezioni godute da Provenzano, la fondazione di Forza Italia e il ruolo di Marcello Dell'Utri, la perenne e inquietante presenza dei servizi segreti in ogni passaggio importante della storia del nostro Paese. Attualmente la testimonianza di Massimo Ciancimino è vagliata con la massima attenzione da cinque procure italiane e non è possibile anticipare sentenze. «Non c'è dubbio però - si legge ancora nella nota - che i fatti e i misfatti raccontati nel libro arrivino dritti al "cuore marcio" del nostro Stato, accompagnandoci in una epopea politico-criminale che per troppo tempo le ipocrisie e le compromissioni hanno mantenuto nascosta».

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