Lutto
Chiesta la rimozione di un dirigente
Salta il progetto ecologico Comune sotto accusa per il ritardo nei tempi
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PISA. «Per colpa del Comune di Pisa, si ferma in tutta Italia l'introduzione del riutilizzo su scala», un progetto ecologico pilota con un vasto partenariato nazionale che comprendeva enti locali, aziende di igiene urbana, universitá e cooperative di tre differenti regioni (Lazio, Friuli e Toscana). L'accusa viene da Giacomo Roberto, presidente di Occhio del Riciclone Toscana. Il riutilizzo è una prioritá europea e permette l'allungamento della vita di un bene mantenendone la funzione d'uso originaria. In pratica, separandolo dai rifiuti ed eventualmente riparandolo, semplicemente si continua ad usarlo invece di distruggerlo. Ma perchè tutto è bloccato? L'accusa dell'associazione ecologista non è politica bensì tecnica: il Comune ha aderito al progetto, ma l'intoppo viene attribuito a un dirigente, di cui l'Occhio del Riciclone chiede la rimozione. «Il progetto pilota - afferma Roberto - avrebbe potuto divenire realtà grazie al programma europeo Lifeplus Ambiente, che aveva come termine ultimo lo scorso primo settembre. Al centro del progetto la cittá di Pisa»: l'assessore Eligi aveva manifestato la volontà di introdurre il riutilizzo su scala a partire dalle isole ecologiche. Ma, secondo l'associazione, il ritardo nella compilazione del testo della delibera ha fatto «saltare l'intero progetto nazionale, frustrando le aspettative delle altre località che avevano deciso di introdurre il riutilizzo e negando alla città di Pisa posti di lavoro ed effetti ambientali positivi».
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