Il Tirreno

Pisa

Nigeriana arrestata all’aeroporto dalla guardia di finanza: la droga era destinata al mercato pisano e viareggino

Ingoia e nasconde in pancia oltre mezzo chilo di cocaina

Ingoia e nasconde in pancia oltre mezzo chilo di cocaina

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 PISA. Più di mezzo chilo di cocaina purissima diretta al mercato pisano, ma anche e soprattutto alla costa della Versilia. Ce l'aveva nello stomaco un corriere della droga, una donna nigeriana che è stata fermata dalla guardia di finanza all'aeroporto Galilei, al suo arrivo dalla Spagna e precisamente da Alicante. La donna, una cosidetta ingoiatrice, cioè una persona corpulenta abituata ad ingoiare palline in cui viene termosaldata la droga, aveva nel suo intestino la bellezza di 42 ovuli contenenti 548 grammi di cocaina purissima, stupefacente che una volta spezzato ed immesso sul mercato avrebbe avuto un valore, secondo gli inquirenti, superiore ai duecentiomila euro.  Al momento del controllo dei finanzieri, un controllo di routine, la donna si era innervosita. Alla fine, ad una serie di precise domande degli uomini delle fiamme gialle, insospettiti ed ormai abituati al passaggio di corrieri, ha ammesso di aver ingoiato degli ovuli di cocaina. Un controllo radiografico in ospedale e l'attesa della conseguente espulsione hanno confermato la presenza di stupefacente. Per la straniera, che vive in Spagna, sono scattati subito gli arresti con l'accusa di traffico internazionale di droga. La cocaina è stata sequestrata. Sul caso è stata aperta un'inchiesta che è coordinata dal pm Giancarlo Dominijanni.  Le indagini in corso mirano ad accertare i contatti che la donna avrebbe dovuto avere a Pisa, anche se molto spesso corriere e destinatari vengono gestiti a distanza dai fornitori che tirano i fili dei diversi protagonisti di questa catena come quelli di veri e propri burattini. Arduo quindi per gli inquirenti ricostruire rapporti e mete. La donna non aveva quasi praticamente con sé bagagli e non ha dato indicazioni utili sull'hotel o le persone che avrebbero dovuta ospitarla in un eventuale soggiorno a Pisa prima di ripartire.  Per il viaggio, forse incurante come molti corrieri del rischio che si corre e che anni fa vide proprio a Pisa la morte di una ingoiatrice brasiliana, avrebbe ricevuto un compenso, a suo dire, di duemila euro, cifra nettamente inferiore a quella generalmnte pagata per questo genere di servizi.

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