RISCHIAVANO DI ANNEGARE
Due surfisti scappano dopo essere stati salvati a Marina
Antonio Scuglia
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Il soccorritore, Davide Rossi 1 MINUTI DI LETTURA
MARINA. Padre e figlio stavano per affogare ieri a Marina, davanti alla spiaggia di ghiaia fra il Roca de Mar e il Barbarossa. Erano le 7.30 di mattina e fortuna ha voluto che proprio in quel momento transitasse in auto in quei pressi Davide Rossi, capitano dei Dragoni del Gioco del Ponte e d'estate bagnino al Pappafico. «Il bimbo era su un surf di quelli non professionali e non si reggeva bene - racconta Rossi, 43 anni, - il padre cercava di aiutarlo ma entrambi sono caduti in acqua». Hanno iniziato a bere, il padre ha chiamato disperatamente aiuto a gesti; Rossi ha accostato l'auto, si è spogliato e in breve tempo li ha raggiunti, a una cinquantina di metri dalla riva. Il forte vento di ponente ha reso molto difficoltoso l'intervento, fortunatamente andato a buon fine. Il bimbo e il padre dovrebbero essere asiatici. Il condizionale è d'obbligo perché... mentre il soccorritore cercava in auto il necessario per medicare il ragazzino, pieno di escoriazioni, i due si sono dileguati in tutta fretta. Il che farebbe pensare che siano clandestini. Rossi comunque non si è stupito più di tanto: «L'importante che stiano bene. Fra tutti i salvataggi fatti in carriera, saranno stati sì e no una decina quelli che mi hanno ringraziato. Molti scappano per paura di una multa o un'identificazione».
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