Sicurezza
Nuovo confronto al polo Carmignani in vista delle successione al rettore Marco Pasquali
Ricercatori, tre candidati contro i prepensionamenti
Enrico Santus
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PISA. È ancora battaglia tra i candidati alla successione di Marco Pasquali. Martedì scorso, presso il polo Carmignani, i candidati al rettorato - Massimo Augello, Paolo Miccoli, Nicoletta De Francesco e Antonio Lucacchini - hanno incontrato i ricercatori. Il dibattito, che è stato moderato dai ricercatori Rosalba Tognetti e Rocco Rizzo, ha visto sollevarsi alcune contestazioni quando Antonio Lucacchini ha dovuto trattare il prepensionamento forzato per i ricercatori con almeno quarant'anni di contributi voluto dall'attuale rettore. Alla giustificazione dell'«una tantum necessario», Augello ha smentito, chiedendo di attenersi ai fatti, mentre Miccoli l'ha definita «una decisione offensiva per la dignità dei ricercatori» e De Francesco ne ha preso le distanze, ricordando che tra i candidati è l'unica ad essere stata «ricercatrice per ben nove anni». Sul problema del ruolo dei ricercatori nella didattica, Augello ha nuovamente attaccato Pasquali, che «nonostante le numerose segnalazioni non si vede da un mese e mezzo». «Sarebbe necessario - ha poi sostenuto - sollevare una protesta che arrivi a Roma». Della stessa idea la De Francesco, che vorrebbe coinvolgere anche altre categorie come è accaduto nell'Università di Padova. Secondo Miccoli, ai ricercatori deve spettare la ricerca e, solo in secondo luogo, piccoli doveri didattici. Lucacchini, infine, si è concentrato sulla necessità che il Senato accademico riconosca la cosiddetta terza fascia, oppure alzi la quota degli associati per permettere ai ricercatori di fare il salto di carriera. Altri temi trattati sono stati il reperimento di risorse tramite crescita dell'Fondo di finanziamento ordinario, la trasparenza, troppo carente negli ultimi anni, e le modifiche allo Statuto per far fronte alla gestione verticistica troppo «aziendalista» voluta dal disegno di legge Gelmini. Tutti i candidati hanno proposto bilanci chiari, nonché verbali e delibere regolarmente pubblicati al momento dell'approvazione. Punto di leggero disaccordo sono stati i criteri per la scelta dei membri del Cda esterni all'ateneo: mentre De Francesco li ha indicati come «inutili e dannosi» e Miccoli ha escluso il mondo bancario e politico, Augello ha sostenuto che essi «potrebbero anche essere una ricchezza» se si evitano gli enti finanziari. Dello stesso parere Lucacchini, che ha parlato del rapporto con le istituzioni locali e regionali. Più volte Augello ha ribadito la necessità di un codice etico che preveda un solo mandato anziché due, onde evitare che il nuovo rettore spenda il primo nel preparare il terreno per il secondo. Nessuno dei candidati, infine, si è esposto nell'indicare i possibili prorettori.
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