Sicurezza
Pisa capitale del turismo fai da te
Daniele Benvenuti
Gli operatori: merito delle prenotazioni Internet e dei voli low-cost
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PISA. Questo scorcio di fine estate sta confermando come Pisa stia sempre più diventando capitale del turismo fai da te. Piazza del Duomo, ma anche le altre zone della città, continuano ad essere prese d'assalto da turisti indipendenti che giungono per la maggior parte con i voli low cost (Ryanair su tutti), ma anche con mezzi privati (basta fare un giro nei parcheggi a pagamento nei pressi della Torre per vedere praticamente solo targhe estere o di altre città italiane). Segnano il passo, invece, le comitive organizzate che sempre più scelgono i prezzi stracciatissimi degli alberghi di realtà vicine (in crisi) come Montecatini, per arrivare a Pisa solo per la classica e breve visita alla Torre. Web protagonista. Che il turismo a Pisa abbia cambiato tipologia lo confermano innanzitutto due dati ufficiali resi noti dalla Provincia nell'ambito delle nuove strategie di attrazione turistica: con il 48% internet si è affermato quest'anno come la modalità principale di prenotazione (quindi svincolando il turista dalle agenzie). Inoltre, l'ufficio informazioni dell'Apt sotto i loggiati di piazza Vittorio Emanuele risulta quello con i maggiori contatti tra gli sportelli presenti in città: da solo ha superato la somma dei punti al Galilei e al Duomo. Insomma l'identikit del turista che viene a Pisa è semplice: indipendente, prenota su internet ed entra in città da sud (aeroporto, stazione o autostrada). Alberghi ok. Da Nicola Piegaja, presidente di Federalberghi, la conferma di questa inversione di tendenza che sta portando nuova linfa alla categoria: «Ormai Pisa è stata abbandonata in gran parte dalle comitive organizzate, almeno per quanto riguarda il soggiorno. I tour operator preferiscono dirottarle su realtà come Montecatini che, vista la crisi, propongono prezzi fuori mercato. Questi turisti vengono quindi solo per la Torre. Ma in città si vedono sempre di più famiglie, piccoli gruppi che si organizzano la vacanza in proprio sfruttando (nella stragrande maggioranza) i voli low cost». Un turismo, spiega ancora Piegaja, «per il quale la città si sta organizzando. Per quanto riguarda gli alberghi con le prenotazioni on line e tariffe differenziate anche da un giorno all'altro. Ma aggiungerei anche con i nuovi punti di informazione dell'Apt (quello dell'aeroporto ad esempio) ed un cambiamento del mondo commerciale che ha compreso l'importanza del turismo». Per Piegaja, comunque, sarebbe importante recuperare le comitive magari per i periodi morti. «Gli albergatori sono sicuramente più contenti di avere clienti singoli anziché tour operator che pagano molto in ritardo (per non dire addirittura di quando non lo fanno). Le comitive sono però importanti nei periodi di bassa stagione. Una proposta potrebbe essere quella di ridurre al minimo il costo del parcheggio dei bus turistici per i gruppi che rimangono a dormire». Un turismo che spende. Guai però pensare semplicisticamente che il turista fai da te sia attento al portafoglio. Lo conferma Antonio Veronese, titolare del ristorante Il Turista in piazza Arcivescovado e presidente della cooperativa Il Navicello che gestisce il servizio in Arno del battello. «Abbiamo sempre lavorato con i gruppi - dice - ma in questi mesi notiamo che sono sempre di più i clienti diciamo indipendenti. Soprattutto famiglie che arrivano in città con i voli low cost, ma che poi amano andare a cena e girare per lo shopping». E questa tendenza si nota anche per i clienti del battello. Conclude Veronese: «Il battello era nato principalmente per i gruppi organizzati. Questa estate però abbiamo registrato un grande successo specie della gita delle 22, con tante persone che hanno visto l'imbarcadero mentre passeggiavano sui lungarni. L'ennesima testimonianza di un turismo che sta cambiando». E sotto la Torre? Risponde un operatore di piazza dei Miracoli, Gianmarco Boni: «In questi giorni ci sono tanti turisti singoli. Magari meno numerosi delle comitive, ma con la voglia di spendere».
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