Il Tirreno

Pisa

CONTRO LA GELMINI

A medicina e scienze didattica bloccata per protesta

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 PISA. Nuove proteste contro la riforma Gelmini. Martedì sera a medicina e ieri pomeriggio a scienze, i due consigli di facoltà hanno deciso di rinviare l'approvazione della programmazione didattica. Ieri mattina, invece, ad agraria le forze in campo non erano sufficienti per tentare il blocco della didattica e la programmazione è passata "sacrificando" alcuni curricula.  La decisione sui corsi di medicina è stata presa all'unanimità a sostegno della protesta dei ricercatori che rifiutano di tenere lezioni a titolo gratuito. Il professor Paolo Miccoli, docente di medicina e candidato rettore, ha commentato: «Bisogna evitare il muro contro muro. I diritti dei ricercatori, strutturati e no, vanno garantiti. Ma anche gli studenti hanno diritto al regolare svolgimento delle lezioni. Ci vuole un tavolo permanente di consultazione e confronto».  Anche scienze ha preferito aspettare la pronuncia del Senato accademico, che si riunisce martedì. Oltre 200 membri del consiglio di facoltà si sono espressi a favore del rinvio, 6 contro e 5 si sono astenuti.  Infine, agraria. Studenti e ricercatori hanno votato per fermare la programmazione didattica: 31 sì, 18 no e 8 astenuti. La programmazione risultante in parte "scarica" sui docenti associati e ordinari il peso delle lezioni che i ricercatori non terranno più; ma il fronte dei 35 ricercatori non è compatto e 5 di questi hanno deciso di accettare la didattica frontale.  Inoltre sono saltati due dei tre indirizzi della laurea specialistica e sono stati riuniti alcuni insegnamenti. Secondo Lorenzo Mannella, rappresentante dei "Collettivi studenteschi", con gli accorpamenti il numero di studenti che seguirà i vari corsi aumenterà, «creando problemi di logistica e di qualità». Mannella rileva pure la «natura ingannevole» di un piano di studi stampato che riporta corsi saltati. G.C.

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