Sicurezza
Lassessore Celoni: è bene che si sappia chi taglia e chi invece investe sulla scuola
Targhette nelle classi salvate con i finanziamenti della Regione
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Lassessore provinciale Miriam Celoni 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. «Siamo pronti a mettere le targhette alle scuole salvate dalla Regione Toscana». Pisa si conferma avanguardia della protesta verso la riforma Gelmini. Dopo la lettera al ministro («Venga a vedere quali danni causa alla nostra realtà») è ancora l'assessore provinciale alla pubblica istruzione Miriam Celoni a farsi sentire. «Se un'amministrazione pubblica finanzia servizi che competerebbero ad altri, deve condividere la sua scelta», dice l'assessore Celoni. Che spiega: «E' questo il senso della targa informativa che sarà appesa nelle scuole che ospitano le sezioni finanziate dalla Regione; del resto, i nostri territori sono tappezzati da targhe che ricordano a quale ente dobbiamo (nel bene e nel male) la tal opera o il tal servizio». Miriam Celoni si chiede: «Dov'è lo scandalo? Nella targa non sono contenuti commenti alle scelte del governo, né riferimenti all'una o all'altra parte politica. Nella targa si scrive in chiaro che la Regione Toscana, non la giunta o la maggioranza o l'assessore alla pubblica istruzione, ha finanziato le sezioni che mancavano. Si dimentica che la Regione è una istituzione e non una signora partiticamente etichettata? Si urla addirittura al regime: non sarà che questa scelta è azzeccata e va incontro ai problemi della gente?». L'assessore provinciale apre anche un altro capitolo sotto il titolo la "guerra dei numeri". E così, dice riguardo al tempo pieno, «sarebbe buona pratica non assemblare cose diverse e di conteggiare anche le classi concesse in aumento dal governo Prodi. Di altri territori non posso dire, ma nella provincia di Pisa, nell'anno scolastico 2009/2010, erano state autorizzate 41 prime elementari a tempo pieno; per l'anno 2010/2011 ne erano state concesse 55. Ne mancano 14, che corrispondono a circa trecento famiglie che, nonostante le assicurazioni del ministro, non hanno visto soddisfatte le loro esigenze». Si passa poi alle scuole serali, «tagliate con un solo colpo di spugna e per le quali la Regione e le Province toscane hanno con forza manifestato al Ministero il proprio dissenso: le classi che hanno il numero di iscritti necessari sono state recuperate, solo ora, praticamente a tempo scaduto, grazie al fatto che nessuna di queste istituzioni si è mossa perorando singolarmente la propria causa: si è fatto gioco di squadra, massa critica, perché la posta in gioco era troppo alta». Non era una partita e non era una battaglia, aggiunge, «ma se si vuole parlare di vittoria, i vincitori sono tutti quegli adulti disposti a lavorare o occuparsi della famiglia di giorno e studiare la sera». Infine le pluriclassi, ovvero le prime medie e le prime superiori con 28, 29, 30 studenti e oltre, e gli insegnanti di sostegno, «sui quali - dice Miriam Celoni - ancora non siamo in grado di fornire dati certi. Ministro, le chiedo di nuovo: ma che c'entra tutto questo con la riforma della scuola?».
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