Il dolore
Piscine vietate ai sub, è polemica
Gabriele Orsini
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Linterno di una piscina Niente concessione alle società che organizzano i corsi
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PISA. Sorpresa amara per molti aspiranti sub al rientro dalle vacanze. Da quest'anno la piscina comunale di San Giuliano Terme non sarà più data in concessione alle società che organizzano corsi di attività subacquee. La sospensione della concessione è arrivata con una delibera del Comune il 10 agosto, in cui si fa riferimento a motivazioni di natura igienico-sanitaria. Le attrezzature subacquee, secondo le nuove norme che regolano l'uso della piscina, per essere introdotte in vasca avrebbero bisogno di un lavaggio accurato che con le strutture attualmente a disposizione non è al momento possibile. La revoca dell'autorizzazione ha effetti pesanti per lo svolgimento delle attività subacquee sul territorio. Quella di San Giuliano, con una profondità che varia dai 120 ai 350 cm, è infatti la piscina più adatta per i corsi di sub. Non sono molte le strutture adatte ad ospitare i subacquei in provincia di Pisa, e dove ci sarebbe la possibilità in molti casi le società devono fare i conti con il rifiuto dei gestori. A Cascina da due anni lo spazio vasca per le attività sub non viene più concesso, e alla piscina comunale di Pisa l'ipotesi non è mai stata presa in considerazione. L'unica possibilità resta quella di Calci, dove la profondità è scarsa (190 cm quella massima) ma istruttori ed allievi riescono in qualche modo ad adattarsi. Inoltre la decisione dell'amministrazione sangiulianese arriva proprio in concomitanza con la notizia della chiusura per un anno della piscina del complesso scolastico Concetto Marchesi per lavori di ristrutturazione. Circa 1200 nuotatori si vedranno così costretti ad usufruire delle altre vasche disponibili in provincia con evidenti problemi di sovraffollamento. A San Giuliano fino all'anno scorso tenevano i loro corsi diverse società sportive, dal glorioso Gorgona Club (che nel 2009 ha festeggiato i sessant'anni di attività), al Centro Sub Pisa, al Cica Sub di Pontedera, al Sub Mares di Lucca. Oltre alle associazioni senza scopo di lucro, per le quali il danno è relativo soprattutto alla possibilità di poter continuare a garantire un servizio ai loro soci, c'è anche qualcuno che rischia di rimetterci dal punto di vista economico. Marco Begliomini, della Infinito Blu, organizza corsi a livello professionale appoggiandosi al suo negozio di attrezzature subacquee. «Siamo in grandi difficoltà - racconta l'istruttore - e quello che fa più rabbia è che non abbiamo ricevuto ancora nessuna comunicazione ufficiale, né dal Comune né da Geste. Ci vediamo revocare l'autorizzazione senza possibilità di soluzioni alternative».
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