Sicurezza
«Mi aiuti a spingere?» E al passaggio a livello gli sfilano cento euro
Luciano Bartalini
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Auto in coda a un passaggio a livello2 MINUTI DI LETTURA
Lo spettro delle truffe organizzate ai passaggi a livello potrebbe essere riapparso venerdì mattina al casello di Orzignano. Il condizionale è d'obbligo, ma G.S. di Pontasserchio, vittima del furto, non sembra avere dubbi. «Sono sicuro di aver preso due banconote da cinquanta euro dal portafogli proprio per evitare di portarmelo dietro», afferma l'ex commerciante, uscito da casa verso le 10 per acquistare delle piantine. «Dopo la spinta al passaggio a livello - continua - sono andato direttamente in serra ma dei soldi nella tasca dei pantaloni, nemmeno l'ombra. Escludo di averli persi». Una confessione allarmata a testimonianza di una spiacevole situazione già capitata ad un altro paesano al passaggio a livello di Rigoli a fine estate 2009. Appena alzate le sbarre, l'autista della macchina che lo precedeva, con la scusa della batteria scarica, scendeva dall'auto e invitava il malcapitato a farsi aiutare con una spinta. Questi, dopo un attimo di esitazione, decideva di collaborare. Nel frattempo due probabili complici scendevano da un altro mezzo in fila per dare una mano. Prima di iniziare a spingere veniva fatto prudenzialmente cenno alle altre autovetture in coda di passare per non intralciare una manovra difficile, ma il tutto serviva solo ad evitare indesiderati testimoni. Durante la concitazione della spinta di gruppo, era inevitabile il contatto tra i corpi. Poi il motore ripartiva, e il truffatore, tirando fuori la mano dal finestrino, esibiva il classico cenno di ringraziamento, dopo quello che sembrerebbe essere stato un classico furto di destrezza.
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