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Hanno vinto il concorso nazionale per le migliori
recensioni di film e ora stanno seguendo il festival
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Giada, Beatrice e Sara alla Mostra di Venezia come inviate e critiche
Cosimo Gabbani
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Giada Contini 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Proprio a Pisa nel 1899, aprì il più antico cinema italiano. E oggi tre ragazze, Giada Contini (3ª A, liceo classico Galilei), Beatrice Orzi (2ª B, anche lei del Galilei) e Sara Andreussi (5ª G del liceo scientifico Dini) hanno mantenuto fede all'ormai secolare tradizione cinefila. E sono a Venezia, a seguire la Mostra internazionale del cinema in qualità di critici cinematografici. Com'è accaduto? Facciamo un passo indietro. Dopo aver visto una serie di film italiani di recente produzione, presso il cinema Arsenale e dopo aver seguito due lezioni gratuite del professor Ambrosini che le ha avvicinate alla critica cinematografica, hanno dato voce alla loro innegabile capacità di attente osservatrici e di coinvolte spettatrici, regalandoci, è il caso di dirlo, raffinate recensioni della pellicola che più le ha colpite. Così le tre ragazze sono risultate le vincitrici del premio "Davide Leoncini" che, promosso dall'Agis-Scuola e dal cineclub Arsenale in collaborazione con la Provincia di Pisa, le ha portate appunto a Venezia per assistere al festival del cinema. Giada Contini che ha ottenuto il secondo posto a livello naazionale, si è anche guadagnata la partecipazione, fra novembre e dicembre, al Campus Cinema Scuola Giovani a Roma. In Provincia oltre ai licei delle vincitrici hanno partecipato il liceo scientifiico Buonarroti, l'istituto magistrale Carducci, e l'istituto tecnico Santoni-Gambacorti. Ogni scuola ha fornito un referente interno con il compito di seguire gli studenti partecipanti; l'iniziativa, come ogni anno, è riuscita a coinvolgere molti ragazzi, che si sono confrontati con il cinema italiano d'autore e con un nuovo modo di guardare il film, più attento e riflessivo. Abbiamo incontrato le tre vincitrici prima dell'avventura a Venezia allo studio di Simonetta Della Croce, responsabile Arsenale del progetto, e abbiamo posto loro qualche domanda su questa esperienza sicuramente immportante. Per Giada e Beatrice l'interesse per il mondo della pellicola è nato un po' per caso: dopo essere state catturate dal primo film, ne sono seguiti altri cento. Sara, potremmo dire, è invece "figlia d'arte". «Mio padre era proprio fissato con il cinema - racconta - allora c'erano le videocassette, lui registrava moltissimi film e io li guardavo tutti». E come hanno coltivato la loro passione in autonomia, così hanno recensito il loro film senza troppi aiuti esterni. Dal tono di Beatrice trapela un po' di delusione. «La mia professoressa - dice la studentessa pisana - non ha letto né criticato il mio lavoro; da lei non ho ricevuto alcun consiglio». Nonostante tutto hanno vinto: quali aspettative per la Mostra del Cinema? Per Giada: «Guardare tanti film!», giustamente. Sara, invece, è intrigata dalla possibilità di vedere, uscendo dalla sala, il protagonista del film che gironzola per strada. Beatrice spera di affinare le proprie capacità critiche. Per finire: «Una parola che descriva il film che avete recensito». Giada: «"Le tredici rose": delicato e violento, come la rosa rossa con le sue spine»; Sara: «"Marpicccolo": ricerca di libertà e di evasione»; Beatrice: «"L'uomo che verrà": tutti siamo quello che ci hanno insegnato a essere».
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