Il Tirreno

Pisa

Nel centrodestra si discute dopo lo strappo di Futuro e Libertà

Già pronti ad andare con Fini ma sono soltanto in provincia

Gianluca Campanella
Matteo Arcenni
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Matteo Arcenni

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 PISA. Una serie di incontri non istituzionali sono in corso tra gli esponenti del centrodestra, per capire come collocarsi in provincia nel caso in cui il Pdl e la finiana Futuro e Libertà (Fli) a Roma dovessero spaccarsi.  Secondo Matteo Arcenni, presidente provinciale di Fli «con in tasca ancora la tessera del Pdl», in ambito locale non è in corso una campagna acquisti opposta a quella che Berlusconi sta compiendo in sede nazionale: «Ci vediamo in continuazione a cena e nei pre-consigli. Siamo amici che hanno condiviso anni di battaglie e a volte batoste elettorali. Parliamo e molti sono interessati alle nostre proposte politiche».  Quindi, in quella che Arcenni chiama la «coalizione dell'amore», molto dipende dai futuri scenari nazionali: «Il progetto politico locale è comune tra noi e il Pdl».  Arcenni non nasconde «alcuni dissapori emersi per la visione bigotta e disfattista di pochissimi» e preannuncia che qualche pisano potrebbe scegliere le tematiche di Fli, senza fare nomi.  Mentre in tutta la provincia finora 22 consiglieri di vari Comuni hanno già scelto di iscriversi ai gruppi di Fli, perché hanno capito «che il nostro non è il partito del presidente, ma una componente culturale che, in accordo sulle grandi questioni, ha l'ambizione di dettare la linea democraticamente».  Nel Pdl di Pisa parlano di «zero candidati disposti a passare in Fli», ma confermano di attendere gli sviluppi romani.

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