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Pisa

Accuse e minacce tra i rom

Accuse e minacce tra i rom

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Sono andati in questura a lamentarsi, hanno detto di essere stati minacciati più volte dai vicini, di etnia diversa dalla loro. Continua lo scontro di nazionalità al campo nomadi di Coltano, dopo la consegna delle case alle famiglie che erano rientrate nel programma Città Sottili, il progetto di integrazione del Comune riservato alla popolazione rom..

Alcuni nomadi hanno fatto presente alla polizia di voler presentare delle denunce, ma di fatto, poi, nessuna delle accuse verbali rivolte a presunti comportamenti dei vicini di diversa etnia per presunte minacce sono state ancora formalizzate. Sono rimaste vaghe quanto le presunte minacce. Si sarebbe trattato di intimidazioni sorte nell'ambito delle assegnazioni che hanno visto nella promiscuità di etnie diverse per quanto unite dalla tradizione nomade motivo di forti attriti e scontri. Durante le verifiche in atto al campo la polizia ha espulso tre clandestini presenti nel campo. Sono una slava di 58 anni, e due croati, uno di 48 anni ed il secondo, pregiudicato, di 33. La donna è stata accompagnata al Cie, centro di identificazione ed espulsione, di Torino.

Tutti e tre hanno cinque giorni di tempo per lasciare il territorio nazionale, pena, come prevede la cosiddetta legge Bossi-Fini, l'arresto, che scatta appunto in caso di inottemperanza a provvedimenti di espulsione. Si tratta di persone che non hanno nulla che vedere con i nomadi espulsi dal progetto a causa degli scontri avvenuti fra Coltano, viale D'Annunzio e Gello di Lavaiano due anni e mezzo fa, che hanno visto sotto accusa una trentina di persone fra macedoni e kosovari. Il processo di primo grado per 22 di loro si è chiuso con l'assoluzione, ma solo la sentenza della cassazione potrà definitivamente mettere la parola fine alla vicenda. Controlli e monitoraggi della situazione delle presenze nomadi sul territorio sono in atto in questi giorni in tutti i campi presenti, quelli autorizzati e quelli sorti spontaneamente, insomma abusivi. Ieri è stata anche staccata la corrente elettrica alle baracche presenti nel campo nomadi di Coltano, quelle adiacenti alle nuove case costruite dal Comune, perché non continuino a proliferare presenze non autorizzate. I monitoraggi sono stati portati avanti da una sorta di task force composta da questura, polizia municipale, carabinieri, Comune di Pisa e Società della salute. Ieri altri controlli sono stati messi in atto dalle forze dell'ordine in diversi insediamenti, lungo le golene del fiume, per monitorare le presenze, in attesa di nuovi interventi. C.V.

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