Il Tirreno

Pisa

Ping pong tra enti e il rio di Molina versa nel degrado

Marzia Ara
La vegetazione ricopre un tratto del corso d’acqua
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La vegetazione ricopre un tratto del corso d’acqua

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 MOLINA DI QUOSA. Foresta equadoregna? No, siamo a tre quarti, salendo, della via Vecchia dei Molini. L'acqua che si intravede potrebbe sembrare a prima vista una fresca sorgente. È invece il vecchio rio Molina che arriva in quel punto dopo un tratto molto più vasto di quello che resta avanti di sfociare nel fosso dei molini. C'è un muretto che non segna una limitazione di confine, ma rappresenta la spalletta di un canale artificiale, costruito per alimentare i mulini della via Vecchia, quando macinavano il grano.  La spalletta di destra non esiste perché inghiottita dalla vegetazione. Oggi il canale artificiale ha il compito di funzionare da fognatura nera per le numerose abitazioni della mai realizzata ristrutturazione della caratteristica via Vecchia.  I cittadini protestano e Il circolo "21 Gennaio" del lungomonte interviene ed argomenta: «Assistiamo al degrado progressivo della strada, con l'abbandono del corso d'acqua. I cittadini residenti sono privi di responsabilità considerato che il primo grande e colpevolissimo assente è l'ente pubblico».  «Ma quale ente pubblico? Sarebbe già un passo avanti saperlo. Da anni ad esempio per la pulizia della griglia installata alla diramazione del corso d'acqua, tra i diversi enti c'è il rimpallo della responsabilità. Il Comune di San Giuliano sostiene che il rio è o sta per passare alle competenze di Fiumi e Fossi. Fiumi e Fossi fa sapere che, siccome nel rio scorrono gli scarichi degli incolpevoli abitanti, non è compito del consorzio assumerne la manutenzione».  «Si ritiene estraneo alla vicenda - dice ancora il circolo - l'amministrazione provinciale. Va da sé che c'è una realtà di fondo molto amara e che si presta a considerazioni molto tristi e cioè non esiste la fognatura in tutto il lungomonte e mai è stato, da queste parti, progettato qualcosa di alternativo».  Il circolo 21 Gennaio fa sapere «che per alcuni anni i residenti, anche per rendere più vivibile il luogo dove vivono, hanno dato vita a momenti di lavoro volontario. Ma ora la cosa non è più possibile. C'è invece il bisogno estremo di intervenire, magari con attrezzature adeguate. Se si continua a giocare a ping pong in fatto di responsabilità, la soluzione del problema slitterebbe ancora. Insomma qualcuno si preoccupi della situazione e rimetta a posto la via Vecchia».

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