Il Tirreno

Pisa

Oltre mille bambini senza piscina

Gennaro Di Biase
Oltre mille bambini senza piscina

Chiusa un anno la struttura del Marchesi. Saltano corsi e posti di lavoro

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 PISA. Maremoto in piscina: rimasti senza vasca oltre 1200 utenti. Chiuso l'impianto di Cisanello, per lavori di ristrutturazione alle palestre del complesso Marchesi, chi avrà esigenza di una piscina dovrà cercare corsie e cloro nelle strutture di Calci, Pontedera o San Giuliano. Disagi agli utenti, in maggioranza bambini, danni economici per le associazioni sportive e posto di lavoro saltato per istruttori e segretari.  A Pisa 1200 nuotatori sono rimasti senza vasche cittadine. Chiude infatti fino all'anno scolastico 2011-12 la piscina di Cisanello, inserita all'interno del complesso Marchesi (composto dal liceo Buonarroti e dal geometra Santoni), in via di ristrutturazione a partire proprio da questi giorni con la consegna ufficiale dei lavori da parte della Provincia.  Nata a servizio della scuola di via Betti, quella piscina viene anche aperta alla cittadinanza nelle ore pomeridiane e serali, attraverso la gestione degli enti di promozione come Uisp, Aics e Csi.  Un'aggiunta determinante a quel poco che passa il convento dell'urbanistica comunale; e così resta solo la piscina di via Andrea Pisano, decisamente poco per 90mila residenti e 20mila universitari.  Ad aggravare la situazione, il fatto che la vasca fa nuotare circa 1200 utenti, in maggioranza bambini al primo approccio con l'acqua o bagnanti bisognosi di terapie mediche.  Sarà impossibile trasferire questi servizi nella piscina di via Andrea Pisano, gestita dalla Canottieri Arno (il cui appalto scade tra un mese), che si occupa esclusivamente di nuoto agonistico. «È un problema che riguarda non solo i 70 abbonamenti mensili dell'anno scorso, - commenta Michele Andreuccetti, presidente dell'Aics - stiamo ricevendo moltissime nuove richieste che non sappiamo dove appoggiare, almeno 4 mail al giorno. Il danno economico ammonta già a 10mila euro, e per non rischiare di perdere mercato stiamo provando ad appoggiarci in altre strutture provinciali».  A Calci, San Giuliano e Pontedera si sta verificando la disponibilità delle piscine private; ma, pur ammessi i 15 chilometri da percorrere per trovare finalmente un desiderato impianto, l'apertura a nuovi utenti provenienti da enti di promozione non è affatto scontata, dal momento che negli ultimi anni la carenza delle strutture pisane ha già portato il mercato a spostarsi in blocco verso la periferia. Un buco nell'acqua anche il tentativo del Csi, avvisato a maggio della prossima chiusura della vasca, di convincere il Comune ad accorciare i tempi dei lavori entro fine ottobre per salvaguardare i suoi 250 iscritti mensili.  La piscina del Marchesi è attualmente gestita, dopo l'orario scolastico, dalle 7 associazioni di consulta degli enti di promozione sportiva. Il presidente, Alfonso Nardella, chiede al sindaco collaborazione per sbrogliare una matassa pisana trentennale: «Al disagio dei cittadini va aggiunto quello dei circa 50 lavoratori, tra istruttori e personale di segretaria, che sono rimasti improvvisamente senza occupazione».  Logisticamente, la piscina del Marchesi è un'oasi di cloro incastonata tra le palestre delle due scuole, ed è inutilizzabile a lavori in corso perchè norme di sicurezza e d'igiene avallate dall'Asl hanno bloccato la richiesta, fatta dall'Aics, di costruire un camminamento coperto per mantenere attivo l'impianto nuotatorio.  L'assessorato provinciale all'edilizia scolastica si dichiara «consapevole dei disagi all'utenza e rammaricato dell'interruzione per un anno dell'attività, ma i necessari sacrifici saranno ricompensati dal rinnovo e dal miglioramento degli spazi e della sicurezza».  Il robusto investimento prevede una spesa di 2.067.000 euro, e una morale: acque momentaneamente ritirate per rinforzare anelli, travi e cavalletti (consolidamento delle coperture; miglioramenti termici ed acustici degli ambienti; sostituzione di infissi; adeguamento della sicurezza; rifacimento di impianti elettrici, ventilazione e riscaldamento).  Salvatore Sanzo, assessore provinciale allo sport, olimpionico plurimedagliato, è stato tirato in ballo dalla lettera di un cittadino. «L'attenzione da voi rivolta al calcio - scrive il lettore Marco Giovannini - non è stata la medesima per gli utenti della disciplina natatorie e per quelli di altre discipline sportive». Sanzo, chiamato in causa per un qui pro quo di assessorato (la gestione del Marchesi riguarda non le politiche sportive ma l'edilizia scolastica), ribadisce: «Lo dice proprio a me che, in tutta la mia carriera di schermidore, ho sempre subito le differenze con i calciatori?».  Scherma e nuoto sono insomma sorelle "minori" del grande fratello calcio.  «Ma non dimentichiamo che i lavori per migliorare le palestre del Marchesi - aggiunge Sanzo - vanno anch'essi a vantaggio dell'altro sport e dell'educazione motoria».  Vero, ma le acque in piscina sono per ora drammaticamente agitate.

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