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Pisa

Fumata grigia per la vendita dei Cantieri di Pisa: il liquidatore si prende un'altra settimana

La sede dei cantieri di Pisa
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La sede dei cantieri di Pisa

Il futuro del polo produttivo è legato al Gruppo Baglietto Tre società in corsa per l'acquisizione dello storico marchio

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 PISA. Cantieri Baglietto, tutto rinviato. Mossa a sorpresa del curatore fallimentare, il commercialista sarzanese Federico Galantini. Ieri era attesa la sua decisione rispetto ai tre gruppi in corsa per l'acquisto. Invece la giornata si è conclusa con un niente di fatto. Galantini si è preso un 'altra settimana per decidere, avendo nuovi elementi da valutare prima di designare l'imprenditore che dovrà prima salvare e poi rilanciare lo storico marchio della nautica tosco-ligure. L'attesa era stata lunga, un conto alla rovescia scattato sin dalla fine della scorsa settimana, quando i tre pretendenti avevano svelato le loro reali intenzioni.  Ma la partita è tutt'altro che chiusa. I pronostici erano per il gruppo del russo Antonov, che con un'offerta al rialzo a vantaggio dei fornitori creditori sembrava aver acquisito un vantaggio forse decisivo nei confronti della concorrenza. Invece questo rinvio stabilito dal curatore fallimentare rimettere i tre gruppi in corsa per Baglietto sulla stessa linea. Il motivo è una sorta di supplemento d'indagine, essendo nel frattempo giunti nuovi elementi da acquisire e analizzare. Al tirar delle somme, tutto rimandato. Almeno di una settimana. Per i lavoratori in cassa integrazione dei cantieri di Pisa, La Spezia e Varazze si preannunciano quindi ancora giorni di attesa e senza certezze, quando invece la fine del tunnel sembrava vicina grazie a tre gruppi tutti con caratteristiche di solidità.  Le tre realtà in corsa per il gruppo Baglietto sono, ricordiamolo, la Converse del banchiere russo Antonov, la San Lorenzo di Massimo Perotti e la Effebi Group-Overmarine di Giuseppe Balducci.  Il San Lorenzo, secondo quanto dicono dalla Liguria, ha sostanzialmente ribattuto il piano industriale che aveva già presentato nelle scorse settimane: acquisto del Baglietto per 33 milioni di euro, mantenimento di tutto il personale e anche nuovi investimenti. Era andato oltre invece Antonov: il suo programma prevede un'offerta concordataria fino ad un massimo di 38,5 milioni, l'impegno a saldare i fornitori fino al 20% dei crediti maturati (la mossa che sembrava vincente), a reimpiegare subito i 30 dipendenti della Spezia ed i 10 di Pisa, più la partecipazione al prossimo salone nautico di Montecarlo con imbarcazioni a marchio Baglietto.  Inoltre ha espresso l'impegno a mantenere tutti i dipendenti attuali ed a reintegrare quelli oggi in cassa integrazione, compatibilmente con un utilizzo degli ammortizzatori sociali, nella misura e nei tempi massimi concessi per legge. Secondo il business plan 2011-2015, il cantiere della Spezia dovrà essere il centro delle produzioni di acciaio di maggiori dimensioni e la sede dei settori acquisti ed amministrazione, mentre quello di Varazze viene ritenuto ottimale per le attività di refitting; punto interrogativo sul cantiere di Pisa per un contratto di locazione ritenuto fuori mercato.  Riguardo a Overmarine, terzo concorrente, il gruppo dapprima si era ritirato dalla contesa. Poi però, su invito dello stesso Galantini, ha ripresentato l'offerta.

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