Attenzione
Carrozza vuole il bis alla Scuola Sant'Anna
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La professoressa Carrozza durante un convegno La direttrice uscente corre da sola per il secondo mandato
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PISA. La direttrice della Scuola Sant'Anna, Maria Chiara Carrozza, rompe gli indugi e ufficializza la sua candidatura per un secondo mandato. Ieri mattina a tutti coloro che hanno un indirizzo email dell'istituto ha spedito un comunicato: «Desidero rendere noto che in data 4 agosto ho già formalmente presentato al decano la mia candidatura alle elezioni per il rinnovo della carica di direttore, per il triennio 2010-2013». In allegato segue «un'analisi sintetica della situazione attuale alla Scuola e le linee programmatiche che intendo proporre alla luce della mia esperienza». Il documento si divide per punti che in parte ricalcano gli stessi temi sollevati dal professore Giovanni Comandé il 23 agosto, sempre per email: il docente di giurisprudenza aveva esortato i candidati a «reagire ad alcune riflessioni e domande che sento il dovere morale di condividere con voi». Ma mancano tre settimane al voto, previsto il 28 settembre, e al decano Flavio Coceani per il momento è giunta solo una candidatura: quella della direttrice uscente, appunto, che ha voluto compiere un gesto di trasparenza. Nelle sue linee programmatiche, Carrozza disegna il contesto attuale: «L'università italiana sta vivendo una fase di incertezza normativa e di carenza di risorse che rendono difficile la programmazione in un'ottica pluriennale». Con questi «vincoli, la Scuola si candida a diventare un'università di ricerca italiana a statuto speciale, sfruttando il binomio "formazione e ricerca"». Quindi il «nucleo fondamentale delle componenti della scuola» è quello su cui bisogna concentrarsi: allievi ordinari e perfezionandi, docenti e ricercatori e personale tecnico amministrativo. Per la direttrice, «la formazione degli allievi ordinari costituisce la prima missione della scuola» e tra le sfide da raccogliere per questa componente c'è «il ridisegno del percorso formativo e dei rapporti con la formazione tradizionale offerta dall'Università di Pisa». Per Carrozza, infatti, «il modello "pisano" integrato di educazione e formazione alla ricerca ha costituito e costituisce un punto di riferimento nell'ambito della formazione d'eccellenza a livello nazionale». Ma la direttrice parla anche di audit interno per migliorare la valutazione, codice etico e piano strategico per collaborare con il territorio. G.C.
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