Il Tirreno

Pisa

Augello spara, gli altri tacciono

Gianluca Campanella
I candidati alla carica di rettore (da sinistra): Augello De Francesco Miccoli e Lucacchini
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I candidati alla carica di rettore (da sinistra): Augello De Francesco Miccoli e Lucacchini

Il preside ai tre concorrenti prorettori: dove siete stati finora?

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 PISA. Entra nel vivo la campagna elettorale per il rettore. A meno di una settimana dal deposito delle candidature (prevista lunedì), ieri al polo Carmignani i quattro professori che hanno manifestato l'intenzione di correre si sono confrontati davanti al personale tecnico-amministrativo.  Il dibattito è stato dominato dal tema delle stabilizzazioni e, sul finire, dalla provocazione del preside di Economia, Massimo Augello, verso gli altri tre candidati: «Parlate ora di collegialità, ma fate parte della squadra di Marco Pasquali», il rettore uscente «che ha deciso tutto da solo».  Infatti, Nicoletta De Francesco è prorettore alla didattica, Paolo Miccoli ai rapporti con l'Unione europea. E Antonio Lucacchini al personale. Ma i tre preferiscono non raccogliere l'affondo di Augello.  Nel primo giro di dichiarazioni, i quattro candidati si sono presentati e hanno cercato il contatto con l'assemblea.  Augello: «Non è facile motivare persone che guadagnano mille euro, ma conosco molto bene la vostra condizione e propongo un rettorato aperto per confrontarci».  De Francesco: «Non sia "messo a verbale", ma almeno una volta fatemi dire che sono l'unica donna. L'università è sotto attacco, ma non siamo fannulloni».  Lucacchini: «Sono geneticamente portato al rispetto delle regole. Dovremo affrontare il cambio di statuto: se i conti sono in ordine possiamo avere più libertà nello scriverlo».  Infine, Miccoli: «Ho anche un'attività privata che rende molto bene economicamente. Se vinco, abbandonerò la libera professione».  Arriva il turno delle domande: il pubblico chiede «trasparenza» e ricette per uscire dall'impasse delle assunzioni. Da luglio in cda è bloccata la delibera "politica" del senato accademico, che chiede di stabilizzare 89 precari tecnici-amministrativi e 85 ricercatori.  Risponde Lucacchini: «A legislazione vigente forse è più facile far passare la stabilizzazione in due tempi: prima i ricercatori, poi i tecnici-amministrativi. Ma questo per noi è un impegno morale».  Anche De Francesco dà priorità ai precari: «Se siamo costretti a fermarci uno o due anni dopo queste assunzioni, allora staremo fermi per recuperare sul bilancio; ma almeno facciamo le cose promesse». Sulla stessa linea Augello: «Per i tagli all'università, comunque moriremo tra due o tre anni. Ma è meglio morire a pancia piena, dopo le assunzioni». Chiude Miccoli: «I patti vanno rispettati e lo abbiamo già detto due mesi fa. Reputo offensivo che lo si chieda ancora a un candidato rettore, perché tornarci è riduttivo delle nostre parole».  Quando si passa al tema della trasparenza, Augello non si tiene: «La trasparenza è stata nulla. Accusate Pasquali di aver deciso tutto da solo? E voi dove eravate?». Poi rincara la dose su Lucacchini, anche direttore di dipartimento di farmacologia, e Miccoli, a capo del dipartimento ad attività integrata di medicina presso l'Azienda ospedaliera: «Ci sono direttori che fanno anche i prorettori e voi due non siete gli unici. Questo è un conflitto d'interesse che non va bene».  Augello allarga il discorso al numero di mandati: «Se sono possibili due mandati, il rettore al primo incarico non governa, ma prepara solo la sua rielezione con un sistema di clientele».  Nell'ultimo turno di interventi, tre candidati non tornano sulla questione e glissano. Solo Miccoli, nell'ultima frase della serata, si dice «d'accordo con Augello sul mandato unico: nella malaugurata ipotesi in cui venissi eletto, annuncio subito che non parteciperò alle elezioni successive».

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