Il Tirreno

Pisa

«Voglio sapere perché mio figlio è morto»

Sabrina Chiellini

Il padre Stefano, ex assessore, chiede l'autopsia: era sano, giocava al calcio

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 VICOPISANO. «Matteo non aveva problemi di salute, giocava a calcio, si teneva controllato. Vogliamo sapere di cosa è morto».  Stefano Bitossi, padre della giovane vittima, non si dà pace. Accanto a lui ci sono la moglie, Lucia Cavallini, e la figlia Sara Bitossi, 25 anni.  La famiglia ha deciso di chiedere l'autopsia per capire cosa ha ucciso Matteo.  È sempre difficile accettare la morte di un figlio, così come quella di una persona cara. E quando la tragedia avviene all'improvviso e porta via un ragazzo di poco più di vent'anni il distacco, il senso di vuoto e di disperazione tolgono le parole.  I genitori di Matteo sono stati informati l'altra notte, poco dopo la morte del figlio, studente di economia a Pisa. Erano a Vicopisano, dove si era appena conclusa la prima serata della festa medievale. Si sono precipitati all'ospedale Versilia per capire cosa era successo. Le prime risposte che hanno avuto non li hanno convinti. Fino al punto che hanno deciso di richiedere l'autopsia. «Sì abbiamo chiesto di fare questo accertamento - dice il padre - per sapere come è morto».  Al momento dunque non è stata fissata la data del funerale. Infatti, l'autorità giudiziaria dovrà affidare l'incarico per gli accertamenti medico-legali.  La piccola comunità vicarese è rimasta sconcertata dalla tragedia. La famiglia Bitossi, così come lo era Matteo, è molto conosciuta. Abita in via Moricotti, vicino al centro medievale. La madre del ragazzo ha un'attività di parrucchiera. Il padre lavora a Pontedera come promotore finanziario.

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