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I dati sono relativi ai primi sei mesi dell’anno, il risultato pisano è migliore della media toscana
Piccole imprese puntuali nei pagamenti il 44,6% è ligio nel saldare i fornitori
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Un cantiere edile3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Le aziende, non soltanto a Pisa ma anche nel resto della provincia, pagano i fornitori in modo (abbastanza) puntuale. Almeno rispetto ad altri territori della Toscana e d'Italia. Un modo anche questo per affrontare la crisi economica con qualche difficoltà in meno, in quanto non viene meno il flusso di liquidità che garantisce la sopravvivenza a tanti artigiani i quali operano come fornitori di realtà più grandi e strutturate. Le più ligie al dovere sono le imprese piccole; al contrario, più si sale di livello e peggio è, nel senso che la puntualità non sembra essere la qualità principale delle grandi imprese. Questo è quanto si ricava dai risultati di un'indagine di Cribis D&B, società del gruppo bolognese Crif specializzata nella business information, proprio sui tempi di pagamento delle imprese a livello territoriale. Il periodo preso in esame è il primo semestre del 2010. In questo arco di tempo il 44,6% delle aziende pisane è stata puntuale nel saldare i fornitori: un risultato leggermente superiore alla media Toscana (43,5%), mentre quella nazionale è ancora più bassa (40,8%). In regione sul podio troviamo Arezzo (47,3%), secondo posto per Prato (46,4%), terzo per Lucca (46,3%). Pisa è quinta dopo Grosseto: metà classifica, insomma. In coda ci sono Firenze (41,1%) e Livorno (39,9%). Riguardo ai ritardi, la percentuale toscana dei pagamenti entro il mese è del 39,2; non più del 2% è invece andato oltre i 90 giorni. A livello pisano il 39,5% delle imprese ha saldato entro il mese, l'8,1% tra i 30 ed i 60 giorni, il 4,6% tra i 60 ed i 90, l'1,9% tra i 90 ed i 120, l'1,4% oltre i 120. Rispetto al 2009, il 37,3% delle aziende di Pisa ha peggiorato le proprie abitudini di pagamento, mentre solamente il 25,9% le ha migliorate. Più significativo il peggioramento in riferimento al 2008, con il 40,9%. «Specialmente nei momenti di difficoltà economica aumentano i rischi e le incertezze, per cui diventa fondamentale conoscere meglio le imprese con le quali si sta per fare affari, riducendo il rischio di imbattersi in casi d'insolvenza», afferma Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&B. Come detto all'inizio, si rivela più grande del previsto il divario tra le piccole aziende e le realtà di maggiore entità. Le micro-imprese (fatturato inferiore a 2 milioni di euro e con meno di 10 dipendenti) sono state puntuali nel 48% dei casi; le piccole (fatturato inferiore a 10 milioni e con meno di 50 dipendenti) nel 38,8%; le medie (fatturato inferiore a 50 milioni e con meno di 250 dipendenti) nel 28,8%; le grandi (fatturato oltre i 50 milioni e più di 250 dipendenti) solamente nel 12,5% dei casi. Invece le grandi si comportano meglio nei pagamenti a lungo termine: solo lo 0,6% paga oltre i 120 giorni di ritardo contro l'1,4% delle micro. A livello settoriale, nella provincia di Pisa il commercio all'ingrosso e il commercio al dettaglio si contraddistinguono per una minore percentuale di pagamento alla scadenza, rispettivamente con il 37,6 e il 35,4%. Servizi vari (5,3%) e commercio al dettaglio (5,4%) i settori in cui si registra la maggior percentuale di ritardo, oltre i 3 mesi. I settori dell'edilizia (53,1%), dei trasporti e della distribuzione (51,1%) sono quelli in cui si registra la maggior concentrazione di aziende che riescono a saldare alla scadenza.
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