Il Tirreno

Pisa

Ultimo atto del progetto Città sottili

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 PISA. Le case realizzate dal Progetto Città Sottili sono costate 1 milione e 100mila euro. Si tratta di finanziamenti europei utilizzabili solo e unicamente per questo scopo: si tratta di 17 casette (da 45 a 60 metri quadri) per 14 nuclei familiari e 78 persone, compreso i bambini.  Si chiude così uno dei progetti di "Città sottili" che prevedeva la realizzazione di un piccolo villaggio di case minime a Coltano, sottraendo così i nomadi a condizioni igienico sanitarie non più tollerabili.  E contemporaneamente prevede la "restituzione" agli abitanti di Coltano dell'area degradata nel campo. Area sulla quale, in linea con quanto stabilito e promesso dal Progetto, è iniziato, in parallelo alle assegnazioni, l'abbattimento delle strutture presenti con relativa pulizia e bonifica.  Il progetto "Città sottili" sottintende un "patto" di Pisa con i nomadi: gli aiuti e gli interventi, gestiti dalla Società della Salute, prevedono in risposta comportamenti adeguati da parte di chi le riceve (per esempio, mandare i figli a scuola). Infrangere quei comportamenti vuol dire rompere il patto ed uscire automaticamente dal Progetto e dai suoi vantaggi. Come è avvenuto nel caso appunto della casette di Coltano a seguito dei fatti che hanno coinvolto kosovari e macedoni nel 2008 tra il campo nomadi di Coltano e una casa sul viale D'Annunzio a Marina.

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