Finanza
Precari, mini-presidio di protesta
Gabriele Orsini
In pochi sotto il provveditorato contro i tagli del governo
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PISA. È cominciato ieri mattina il presidio dei precari della scuola davanti alla sede dell'ufficio scolastico provinciale. Preceduta da uno spettacolo di improvvisazione teatrale organizzato dagli studenti del professor Rocco Altieri per festeggiare la riattivazione del corso serale, l'iniziativa non ha registrato grande partecipazione. Rispetto alle circa 300 persone che in occasione delle nomine a ruolo si sono riunite davanti all'ex Provveditorato, ieri c'erano pochi insegnanti davanti allo striscione «Scuola pubblica bene comune». Sorpresi e delusi i rappresentanti della Rete dei precari. «Evidentemente l'esigenza di portare avanti insieme la nostra battaglia, dopo che quest'anno solo il 10% dei precari ha ottenuto un contratto, non è sentita»: racconta Giuseppe Saraceno, 33 anni e professore di francese. Sono pochi ma decisi a portare avanti la loro battaglia in difesa del diritto al lavoro i precari della scuola. Carlotta Cini ha 30 anni e fino a due anni fa lavorava all'Università con i contratti a progetto, poi il suo corso è stato assegnato ad un professore ordinario. "Sono entrata in graduatoria con un punteggio che fino agli anni precedenti permetteva di ottenere un posto - spiega - ma con i tagli il livello si è alzato e non avrò una cattedra nemmeno per l'anno scolastico che sta per cominciare". In via Pascoli però ci sono anche quelli che un contratto ce l'hanno già. Accanto al diritto di lavorare infatti i precari difendono l'istruzione pubblica, minacciata secondo loro dalla legge 133. Paolo Cianflone, 37 anni e precario da 7, è insegnante di sostegno al Matteotti. "La riduzione degli organici peggiorerà ulteriormnete la situazione dei disabili, che hanno bisogno di sorveglianza continua".
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