Il Tirreno

Pisa

Mirò anche a tavola con le serate a tema in 50 ristoranti

Alessio Giovarruscio
Mirò anche a tavola con le serate a tema in 50 ristoranti

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 PISA. Arte e gusto, binomio perfetto. La pensano così a Palazzo Blu, visto che, in occasione della prossima mostra internazionale su Joan Mirò, sarà possibile gustare ottimi prodotti di cucina toscana unitamente alla visione degli splendidi capolavori del grande pittore catalano. Si tratta di una interessante iniziativa collaterale alla grande mostra, che per inciso prenderà il via il prossimo 9 ottobre a Palazzo Blu, che lega cucina toscana e arte internazionale, attraverso il circuito dei ristoranti aderenti a Vetrina Toscana a Tavola.  Un circuito formato da oltre 50 ristoranti della provincia, 15 nella sola città di Pisa, riconosciuti come tali per la qualità della cucina toscana e la disponibilità di prodotti tipici locali.  Tutti coloro che andranno a mangiare in uno di questi ristoranti, consultabili sul sito www.vetrina-toscana.it ‹http://www.vetrina-toscana.it/›, e consumeranno il menù Mirò, a prezzo fisso, potranno visitare la mostra "Joan Mirò. I miti del mediterraneo" con uno sconto sul prezzo del biglietto, da 8 a 6.5 euro, avranno la facoltà di fare acquisti al bookshop usufruendo di sconti nell'ordine del 15%, e in più avranno diritto ad un ingresso riservato, saltando a piè pari eventuali code.  «Si tratta di una mostra internazionale - ha detto Filippo Zevi, produttore della mostra, amministratore delegato della Giunti Arte - che dopo Pisa si trasferirà al museo Reale di Bruxelles. Siamo sempre stati favorevoli a iniziative di coinvolgimento delle categorie della città e siamo orgogliosi dell'accordo trovato con le categorie economiche. Questa iniziativa rappresenta un motivo in più per visitare la mostra e un ulteriore stimolo per promuovere i servizi offerti dalle attività stesse».  Alessandro Catarsi, ristoratore aderente a Vetrina Toscana a Tavola, nonché presidente dei ristoratori di Confcommercio Pisa commenta così questo accordo: «Si tratta di un modo intelligente di incentivare il "consumo" di arte e cucina di qualità, attraverso una stretta sinergia tra istituzioni culturali e categorie economiche. Due mondi troppo spesso separati, che dovrebbero trovare una sempre maggiore coesione e che in questo caso sono riusciti a trovare un comune punto di accordo a vantaggio di tutti: la qualità».

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