Il Tirreno

Pisa

Servizio antincendio no stop

Pierluigi Ara
Un’immagine dell’incendio che l’anno scorso ha distrutto i boschi sotto la Verruca
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Un’immagine dell’incendio che l’anno scorso ha distrutto i boschi sotto la Verruca

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MONTESERRA. L'incendio sotto le grotte di Bugnino, nell'alta Vallegraziosa, divampato martedì pomeriggio, fa tornare più attuale che mai il problema delle fiamme capaci, nel tempo, di divorare ettari su ettari di oliveti e boschi.  Il dispositivo di sicurezza messo a punto è operante 24 ore su 24 con l'impiego delle più sofisticate tecnologie antincendio, sistemate nei piani alti del municipio di Calci. L'auspicio è che non ci sia bisogno di intervenire anche perché lo scempio è sotto gli occhi di tutti. Il pensiero va al disastro avvenuto l'8 e il 9 settembre, esattamente un anno fa, alle pendici della Verruca, in grado di seminare paura e distruzione. Adesso la vigilanza è a 360 gradi e vede impegnati nella prevenzione più soggetti, comprese le forze dell'ordine.  Intanto uno studio cerca di ricostruire la dinamica dell'immane rogo costato milioni di danni. Uno studente ha preparato una tesi di laurea su questo tema specifico. Fabio di Renzo, laurendo in scienze forestali presso la facoltà di Agraria dell'Università di Firenze, si è posto l'obiettivo di prendere a modello quanto è avvenuto per formulare un approcio scientifico alla quantificazione dei danni provocati dagli incendi.  «La scelta è caduta su questo evento per la grande quantità di superficie boschiva che è andata distrutta in poche ore», spiega lo studente che spiega il suo metodo d'analisi: «Opererò una stima delle voci di costo riguardanti le singole componenti del danno da incendio, sia riferite alla sfera privata che a quella pubblica. Danni che ricadono sui proprietari dei boschi e delle coltivazioni agricole, ma naturalmente sull'intera collettività».

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