Gioco
L'ira di Oliviero Toscani per la foto online
Candida Virgone
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Un regista pisano di fronte a un big della fotografia e della grafica pubblicitaria italiana, Oliviero Toscani. Il primo, Salvatore Giuseppe Ciulla, sul banco degli imputati, portato in giudizio da Toscani che lo accusa di aver diffuso alcune sue immagini su un sito internet. Il processo su questa vicenda si aprirà fra pochi giorni in tribunale davanti al giudice monocratico Marco Dell'Omo, riaprendo di fatto l'attività giudiziaria dopo la pausa estiva, che ha visto solo direttissime e procedimenti con reclusi.
Nella insolita vicenda, Ciulla, 54 anni, palermitano, pisano d'adozione e d'elezione, è difeso dal professor Tullio Padovani e dall'avvocato Aldo Santilli; Toscani, 68 anni, che nel procedimento si è costituito parte civile, è assistito dall'avvocato Matteo Lucibello, del foro di Firenze; parte offesa nella vicenda risulta Claudia Tacchini. Il regista pisano è chiamato in giudizio per l'articolo 167 del decreto legislativo 196 del 2003, che riguarda «il diritto alla protezione dei dati personali». Tutto risale alla bellezza di tre anni fa, quando un artista eclettico, Graziano Cecchini, noto per far parte di un gruppo di avanguardia futurista, decide di fare uno dei gesti eclatanti con cui si contraddistingue e scioglie dell'anilina nella fontana di Trevi, l'opera del Bernini immortalata dal cinema (nella Dolce vita di Fellini e in Totò Truffa di Camillo Mastrocinque), facendola diventare tutta rossa. Particolare che gli costerà addirittura l'arresto, mentre una denuncia per interruzione di pubblico servizio gli costerà un'altra delle sue provocazioni, il lancio, il 16 gennaio del 2008, di cinquecentomila palline colorate dalla scalinata di Trinità dei Monti verso piazza di Spagna.
La bravata dell'arrossamento dell'opera dei Bernini, che si temette, esageratamente invero, potesse macchiarsi, risale al 19 ottobre del 2007. Pochi giorni dopo, per l'esattezza il 25 successivo, Toscani, che all'epoca era ancora alla Sterpaia con la sua scuola, decide di fare un'operazione di solidarietà, in un certo senso, con Cecchini e lo immortalò in un servizio fotografico che si svolse proprio nella tenuta di san Rossore. Il servizio di Toscani, che si rese anche disponibile ad appoggiare il pittore neofuturista in tutte le sue future performance provocatorie, si svolse nel Residence San Rossore, di cui Ciulla era presidente, messo a disposizione per l'occasione proprio dal regista. Nell'immediatezza dei fatti Ciulla avrebbe messo su internet, in un blog di intrattenimento, Magazine, un suo articolo in cui si parlava della vicenda, del servizio di Toscani per Cecchini, immortalando il set fotografico ma anche l'immagine clou del servizio, il pittore immerso in una vasca rossa da cui emerge come un isolotto solo il suo viso, immagine che oggi figura ancora ad emblema di un suo sito. Il regista si difende specificando che solo delle foto del set si sarebbe trattato, per il maestro della fotografia italiana è una grave pecca aver diffuso anche l'immagine protagonista della campagna di supporto al pittore. La palla passa ora al tribunale.
Nella insolita vicenda, Ciulla, 54 anni, palermitano, pisano d'adozione e d'elezione, è difeso dal professor Tullio Padovani e dall'avvocato Aldo Santilli; Toscani, 68 anni, che nel procedimento si è costituito parte civile, è assistito dall'avvocato Matteo Lucibello, del foro di Firenze; parte offesa nella vicenda risulta Claudia Tacchini. Il regista pisano è chiamato in giudizio per l'articolo 167 del decreto legislativo 196 del 2003, che riguarda «il diritto alla protezione dei dati personali». Tutto risale alla bellezza di tre anni fa, quando un artista eclettico, Graziano Cecchini, noto per far parte di un gruppo di avanguardia futurista, decide di fare uno dei gesti eclatanti con cui si contraddistingue e scioglie dell'anilina nella fontana di Trevi, l'opera del Bernini immortalata dal cinema (nella Dolce vita di Fellini e in Totò Truffa di Camillo Mastrocinque), facendola diventare tutta rossa. Particolare che gli costerà addirittura l'arresto, mentre una denuncia per interruzione di pubblico servizio gli costerà un'altra delle sue provocazioni, il lancio, il 16 gennaio del 2008, di cinquecentomila palline colorate dalla scalinata di Trinità dei Monti verso piazza di Spagna.
La bravata dell'arrossamento dell'opera dei Bernini, che si temette, esageratamente invero, potesse macchiarsi, risale al 19 ottobre del 2007. Pochi giorni dopo, per l'esattezza il 25 successivo, Toscani, che all'epoca era ancora alla Sterpaia con la sua scuola, decide di fare un'operazione di solidarietà, in un certo senso, con Cecchini e lo immortalò in un servizio fotografico che si svolse proprio nella tenuta di san Rossore. Il servizio di Toscani, che si rese anche disponibile ad appoggiare il pittore neofuturista in tutte le sue future performance provocatorie, si svolse nel Residence San Rossore, di cui Ciulla era presidente, messo a disposizione per l'occasione proprio dal regista. Nell'immediatezza dei fatti Ciulla avrebbe messo su internet, in un blog di intrattenimento, Magazine, un suo articolo in cui si parlava della vicenda, del servizio di Toscani per Cecchini, immortalando il set fotografico ma anche l'immagine clou del servizio, il pittore immerso in una vasca rossa da cui emerge come un isolotto solo il suo viso, immagine che oggi figura ancora ad emblema di un suo sito. Il regista si difende specificando che solo delle foto del set si sarebbe trattato, per il maestro della fotografia italiana è una grave pecca aver diffuso anche l'immagine protagonista della campagna di supporto al pittore. La palla passa ora al tribunale.
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