La protesta
«Stavo camminando dietro Andrea, il colpo e poi non ricordo altro»
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Sopra, Stefano Strigoli amico della vittima e a fianco i carabinieri che sono intervenuti al pronto soccorso del S. Chiara2 MINUTI DI LETTURA
PISA. «Stavo camminando dietro ad Andrea quando ho sentito il colpo, sono caduto fra un'auto e l'altra parcheggiata. Non mi sono accorto di nient'altro», afferma Stefano Strigoli, l'amico dello studente ucciso dall'auto pirata in via Luschi. È il racconto che il giovane ha fatto prima ai due vigili urbani (intervenuti sul luogo dell'incidente) e poi ai carabinieri che lo hanno ascoltato al pronto soccorso dell'ospedale. «Stavamo camminando in fila indiana lungo le auto parcheggiate - ha detto il giovane - io ero dietro e Andrea davanti. Non ho sentito nessuna frenata, solo una botta, sono stato preso ad un braccio e a una gamba. E sono finito fra una macchina e l'altra. Poi, non ricordo altro. Ricordo, quello sì, l'ambulanza, di essere stato caricato sull'ambulanza». Stefano Strigoli soltanto all'ospedale ha saputo che l'amico Andrea Peruzzi, con cui divideva la sua vita fin dall'infanzia, era morto. Alla notizia, è rimasto sotto choc. Mentre lui veniva visitato dai medici, in un'altra stanza del pronto soccorso, c'era il corpo senza vita dell'amico. Tutto il personale del pronto soccorso è stato vicino al giovane, poi raggiunto dai genitori in mattinata. Più complesso è stato per i carabinieri avvisare i genitori del giovane deceduto arrivati a Pisa nel primo pomeriggio. Sono stati i carabinieri, con grande senso dell'umanità, ad aspettare i genitori di Andrea, a condurli all'interno del pronto soccorso, in quella stanza dove c'era il figlio senza vita. Una tragedia che ha colpito profondamente anche tutto il personale medico e infermieristico in servizio. Stefano Strigoli avrebbe potuto lasciare l'ospedale anche in tarda mattinata, ma ha voluto aspettare l'arrivo dei genitori di Andrea. La testimonianza di Stefano è stata importante per la ricostruzione della dinamica. Le condizioni fisiche del giovane non sono preoccupanti. Ha subito una contusione ad un piede. È stato sottoposto a tutti gli accertamenti e alla visita dell'ortopedico. Quindi, i medici hanno deciso di dimetterlo. Ma la mattinata al pronto soccorso è trascorsa da una visita all'altra con le forze dell'ordine che entravano e uscivano. Dapprima sono stati i due vigili urbani in motocicletta che avevano fatto il sopralluogo in via Luschi, ad andare al pronto soccorso del Santa Chiara sia per sincerarsi delle condizioni del ferito sia per raccogliere la sua testimonianza. Successivamente, sempre nella mattinata, sono stati due carabinieri della Compagnia ad arrivare al pronto soccorso. Uno di loro ha ascoltato Stefano Strigoli che, in quel momento, era stato raggiunto dai suoi genitori.
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