Il Tirreno

Pisa

Il tedesco sparisce, vittima dei tagli

Lucia Maffei
Il tedesco sparisce, vittima dei tagli

Non si può più studiarlo al Dini e al Buonarroti per il diktat del governo

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PISA. Nelle classi prime delle superiori l'inglese spadroneggia, lo spagnolo è in crescita, il francese tiene e il tedesco soccombe. L'insegnamento delle lingue straniere diverse dall'inglese subisce un netto ridimensionamento per i tagli: la causa è una circolare ministeriale del 4 agosto che impedisce di formare classi prime dove metà dei ragazzi studia una lingua, e l'altra metà una diversa.

In città il provvedimento emanato a Roma colpisce i licei Dini e Buonarroti, ma accade in tutta la provincia. Per il tedesco sono guai seri. Sebbene ci siano 13 richieste al Dini e una decina al Buonarroti, per ora in nessuna prima dei due licei in partenza quest'anno s'insegnerà la lingua di Goethe. Solo al professionale Matteotti, dove è obbligatorio lo studio di due lingue, sono in partenza classi di tedesco e inglese, ma ancora non si hanno cifre precise.

Spiega Danila Sperandeo, docente di tedesco al Buonarroti: «Da quest'anno tutti sono obbligati a studiare la lingua scelta dalla maggioranza della classe: non esistono più i sottogruppi». Vengono meno quindi innumerevoli occasioni di confronto e apprendimento reciproco nel gruppo classe. Un anno fa i 13 aspiranti al tedesco del Dini avrebbero formato la prima A insieme a un'altra dozzina di studenti anglofoni, e frequentato le ore di lingua con insegnanti diversi. Oggi dovranno rassegnarsi a scegliere inglese, fatta salva la possibilità di seguire corsi facoltativi di francese o tedesco.

«Purtroppo la politica dei tagli ha colpito e le scuole sono impotenti - dice Grazia Caligaris, la docente di tedesco che da due anni insegna al Dini - lo studio del tedesco ne risente di più perché meno diffuso, e quindi l'impossibilità di attivare classi miste scontenta quei pochi, in genere molto motivati, che avevano scelto di studiarlo». Nel corso A del Dini, esclusa la nuova prima, si contano tra 60 e 70 studenti che studiano tedesco: tutti in classi miste. Ma quali sono i danni in concreto?

«È una lingua che offre molti sbocchi professionali, nel turismo e nelle aziende - continua Caligaris - È una lingua che apre la mente, aiuta il ragionamento e aumenta lo spessore culturale, e affiancata all'inglese è una marcia in più. In questa decisione del ministero vedo un pericolo per la generale diffusione della lingua tedesca in Italia». La preside del Dini Gloria Bracci Marinai promette contromisure: «La scuola, consapevole dell'importanza per i nostri ragazzi di conoscere le lingue dell'Unione Europea in aggiunta all'inglese attiverà comunque dei corsi facoltativi di francese e tedesco in orario mattutino». Rassicurazioni del genere arrivano anche dal Buonarroti.

Le sofferenze del tedesco sono controbilanciate da un'impennata di interesse per lo spagnolo, come testimoniano tutti i docenti di lingue, mentre il francese mantiene ben salde le sue posizioni. Dalla segreteria del Matteotti riferiscono che la maggioranza degli studenti sceglie di portare avanti inglese e francese, che è anche il binomio obbligatorio per le prime e le seconde del Pacinotti. Le 38 richieste per la lingua francese nel corso C del Dini permettono la formazione di una prima di francofoni, ma non due. L'8 settembre è previsto un sorteggio: 27 fortunati studieranno, come era loro desiderio, la lingua di Flaubert; i rimanenti, vittime della novità di quest'anno, quella di Shakespeare.

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