Il dolore
Novanta contratti non a norma
C.V.
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Lingresso della Direzione provinciale del lavoro La Dpl: sanzioni per contributi non versati
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PISA. «Abbiamo contestato - spiega il dirigente della Direzione provinciale del lavoro, Annamaria Venezia - i contenuti del contratto, che deve attenersi alla normativa nazionale e comunitaria e alle norme del settore aeronautico». Al termine dell'indagine della Dpl per la compagnia Ryanair sono scattate sanzioni pesantissime: basti pensare che solo le omissioni per versamenti di contributi sfiorerebbero i 638mila euro e quelle per l'imponibile Inail i 600mila. I provvedimenti sanzionatori sono presi sulla base di queste cifre. L'indagine, fra l'altro, è stata molto complessa per la reticenza dei dipendenti, che temono chiaramente la perdita del posto. Si è presa in esame la posizione di una novantina di loro nell'arco di un anno e mezzo, ma quelli che gravitano sullo scalo pisano, essendoci molti contratti a termine, sarebbero più di cento. «In Francia - aggiunge la dottoressa Venezia - hanno affrontato con Ryanair questa questione nel 2006, facendo un'apposita legge. La compagnia ha provato ad impugnarla, ma ha perso. Il vettore ha sempre detto di non essere soggetto alle norme italiane e che il luogo di lavoro per i dipendenti sarebbe l'aereo, ma tutto questo è opinabile. Due ispezioni in aeroporto hanno accertato tutt'altro. Selezioni e corsi per i dipendenti si sono svolti a Pisa, nel contratto c'è una clausola che dice che gli assunti, piloti e assistenti, vengono impiegati al Galilei e che devono risiedere in un luogo che sia distante non più di un'ora dallo scalo. Non c'è alcun contatto fisico con il datore di lavoro, ma il contratto arriva allo scalo pisano, dove viene sottoscritto per essere rispedito in Irlanda, poi la copia per l'assunto giunge in aeroporto. I prospetti paga arrivano sempre al Galilei e le tabelle con i turni prevedono che questi inizino e finiscano in aeroporto. I contributi, invece, non vengono versati in Italia, ma in Irlanda». «Le problematiche riscontrate in due ispezioni in aeroporto - prosegue Venezia - riguardano orari, ammontare della retribuzione e ferie, indennità di malattia, detrazioni, normativa relativa al licenziamento e anche violazioni inerenti ad adempimenti formali, come la comunicazione al Centro per l'impiego. La nostra lunga e complessa indagine - conclude il direttore della Dpl - si è chiusa nel marzo scorso ed è stata notificata a Ryanair il 28 aprile». Viene spontaneo chiedersi come e dove, visto che l'uovo di Colombo di Ryanair, che pure pubblicizza tutte le sedi italiane su Internet, rimane l'assenza di una base ufficiale. «In Italia - replica Venezia - con la traduzione giurata in tribunale e alla sede irlandese per posta».
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