Sicurezza
Cantieri di Pisa, incontro decisivo per gli operai
Carlo Venturini
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I Cantieri di Pisa Domani summit alla Spezia, si teme per il mantenimento dei posti di lavoro
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PISA. Sono giorni decisivi e con molte ombre quelli che attendono i 70 lavoratori dei Cantieri di Pisa. Domani una delegazione di operai, insieme con Pablo Cartone della Cgil, avrà un incontro alla Spezia. Tema del summit: il concordato fallimentare relativo al Gruppo Baglietto. «Sapremo quali società sono interessate all'acquisto del Gruppo Baglietto di cui i Cantieri di Pisa fanno parte - dice Cartone -. Ma comunque vada a finire, i posti di lavoro devono essere salvaguardati e si deve dare il Gruppo ad una società solida senza sotterfugi e senza favoritismi». «Sappiamo - spiega Cartone - che all'inizio erano cinque le società interessate alla creazione di un unico gruppo, derivante da un ramo del Baglietto, in cui venissero travasate le risorse occupazionali esistenti. Ora ci sono voci insistenti che dicono siano rimaste solo due le società interessate». Secondo fonti interne ai Cantieri di Pisa, le due società dovrebbero essere la San Lorenzo di Ameglia e la Overmarine. Fino all'altro mese c'erano tra le papabili anche un acquirente americano, una cordata italo-russa ed una società del Monte dei Paschi. «Ci sembra che la partita in gioco sia troppo importante per poter essere risolta a ridosso di agosto», osserva preoccupato Cartone, visto che la fretta non porta a decisioni ponderate e calibrate sulle esigenze degli operai pisani che sono iper qualificati e difficilmente ricollocabili in altri settori produttivi. Il timore, neppure troppo infondato, è che la società che rileverà il Gruppo Baglietto voglia farsi "bella" dello storico marchio pisano, ma senza grossi investimenti. «Questa situazione da dipanare a ridosso di agosto - conclude il sindacalista della Cgil - ci preoccupa. E non possiamo nasconderlo, perché ci sembra ci sia troppa precipitazione. Le potenziali società interessate all'acquisto devono essere passate al setaccio per appurare la loro solidità finanziaria».
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