La manifestazione
Serchio, 5 milioni per gli argini
Otto gare d'appalto della Provincia per il ripristino delle sponde
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VECCHIANO. Otto gare d'appalto, altrettanti cantieri che si apriranno lungo le sponde del Serchio (sia quella vecchianese che quella sangiulianese), per un totale di circa 5,5 milioni di euro. E' questo in sostanza il piano varato dalla Provincia di Pisa per ripristinare gli argini. Tra questi interventi anche l'inserimento di un diaframma - in resina o metallo - nel corpo dell'argine franato a Nodica.
Entro settembre i lavori saranno assegnati, con possibilità di concluderli già entro l'anno, assicurano il presidente della Provincia Andrea Pieroni e l'assessore alla difesa del suolo Valter Picchi nel presentare questo piano sostenuto con fondi regionali per un importo pari, per la precisione, a 5 milioni e 497mila euro.
«Questi cantieri sono finalizzati - puntualizza Picchi - a garantire il ripristino delle condizioni di deflusso in sicurezza del Serchio dopo gli eventi alluvionali del 23 e 25 dicembre 2009». Sono lavori importanti, aggiunge Pieroni, «ma per quelli definitivi servirebbe finalmente il finanziamento del piano di bacino: con 50-60 milioni di euro si metterebbe in sicurezza il tratto pisano del fiume. Però dal governo continua a non arrivare il minimo segnale ed è solo la Regione che ci sostiene».
Il dettaglio delle opere è stato definito dal Servizio difesa del suolo della Provincia; si punta a difendersi da eventuali nuove piene con portate d'acqua analoghe a quella dello scorso fine anno (circa 2mila metri cubi al secondo). I lavori consistono nell'adeguamento strutturale dei corpi arginali o dell'alveo principale, dove questi hanno mostrato insufficienze (ridotto franco di piena, cedimenti o scoscendimenti, rigurgiti imputabili a restringimenti d'alveo).
Vediamo in sintesi i cantieri che si apriranno. Il primo è proprio quello in località Malaventre (Nodica) per completare con il diaframma i lavori di somma urgenza all'argine crollato. Si interverrà poi sempre a Nodica e anche in località Baccanella, a monte di Pontasserchio, per la protezione del piede d'argine, delle difese di sponda e delle opere di contenimento idraulico della piena in sponda destra.
Lavori anche nella zona di Panconi-Avane per la protezione del piede argine-strada in sponda destra, l'adeguamento dei pennelli in golena destra e la rimozione di alberi d'alto fusto dentro l'alveo. Particolare l'intervento per il rialzamento e il potenziamento dell'arginatura destra in programma a Filettole: il franco dell'argine, infatti, per un tratto di circa un chilometro, risulta significativamente inferiore a quanto riscontrato sull'intera asta fluviale di valle.
Un cantiere sarà attivato poi per la protezione del piede d'argine, attraverso opere d'ingegneria naturalistica, a Metato: si provvederà nello specifico a consolidare la sponda attraverso l'infissione di pali in legname e l'innesto di piante. Mentre in località Case al Marmo, all'interno del Parco di San Rossore, si prevede la realizzazione di opere di protezione dei rilevati arginali dalla fauna, utilizzando reti metalliche da distendere sui paramenti e da ricoprire con uno strato di terreno vegetale da inerbire.
Opere d'ingegneria naturalistica saranno attuate anche tra Pontasserchio e Lamo, più il ripristino dell'arginatura della sponda sinistra a monte del Parco del Teatro. Ulteriore cantiere sarà dedicato, in corrispondenza dei ponti a Ripafratta e Laiano, alla sistemazione delle difese di sponda e della traversa in alveo, al consolidamento dell'argine destro a monte del tracciato dell'ex Autovia e alla rimozione del materiale vegetale.
Infine, un consolidamento del rilevato arginale e della sponda sarà effettuato nel tratto in destra idraulica, a monte della strada statale Aurelia, a protezione del centro abitato di Migliarino.
Entro settembre i lavori saranno assegnati, con possibilità di concluderli già entro l'anno, assicurano il presidente della Provincia Andrea Pieroni e l'assessore alla difesa del suolo Valter Picchi nel presentare questo piano sostenuto con fondi regionali per un importo pari, per la precisione, a 5 milioni e 497mila euro.
«Questi cantieri sono finalizzati - puntualizza Picchi - a garantire il ripristino delle condizioni di deflusso in sicurezza del Serchio dopo gli eventi alluvionali del 23 e 25 dicembre 2009». Sono lavori importanti, aggiunge Pieroni, «ma per quelli definitivi servirebbe finalmente il finanziamento del piano di bacino: con 50-60 milioni di euro si metterebbe in sicurezza il tratto pisano del fiume. Però dal governo continua a non arrivare il minimo segnale ed è solo la Regione che ci sostiene».
Il dettaglio delle opere è stato definito dal Servizio difesa del suolo della Provincia; si punta a difendersi da eventuali nuove piene con portate d'acqua analoghe a quella dello scorso fine anno (circa 2mila metri cubi al secondo). I lavori consistono nell'adeguamento strutturale dei corpi arginali o dell'alveo principale, dove questi hanno mostrato insufficienze (ridotto franco di piena, cedimenti o scoscendimenti, rigurgiti imputabili a restringimenti d'alveo).
Vediamo in sintesi i cantieri che si apriranno. Il primo è proprio quello in località Malaventre (Nodica) per completare con il diaframma i lavori di somma urgenza all'argine crollato. Si interverrà poi sempre a Nodica e anche in località Baccanella, a monte di Pontasserchio, per la protezione del piede d'argine, delle difese di sponda e delle opere di contenimento idraulico della piena in sponda destra.
Lavori anche nella zona di Panconi-Avane per la protezione del piede argine-strada in sponda destra, l'adeguamento dei pennelli in golena destra e la rimozione di alberi d'alto fusto dentro l'alveo. Particolare l'intervento per il rialzamento e il potenziamento dell'arginatura destra in programma a Filettole: il franco dell'argine, infatti, per un tratto di circa un chilometro, risulta significativamente inferiore a quanto riscontrato sull'intera asta fluviale di valle.
Un cantiere sarà attivato poi per la protezione del piede d'argine, attraverso opere d'ingegneria naturalistica, a Metato: si provvederà nello specifico a consolidare la sponda attraverso l'infissione di pali in legname e l'innesto di piante. Mentre in località Case al Marmo, all'interno del Parco di San Rossore, si prevede la realizzazione di opere di protezione dei rilevati arginali dalla fauna, utilizzando reti metalliche da distendere sui paramenti e da ricoprire con uno strato di terreno vegetale da inerbire.
Opere d'ingegneria naturalistica saranno attuate anche tra Pontasserchio e Lamo, più il ripristino dell'arginatura della sponda sinistra a monte del Parco del Teatro. Ulteriore cantiere sarà dedicato, in corrispondenza dei ponti a Ripafratta e Laiano, alla sistemazione delle difese di sponda e della traversa in alveo, al consolidamento dell'argine destro a monte del tracciato dell'ex Autovia e alla rimozione del materiale vegetale.
Infine, un consolidamento del rilevato arginale e della sponda sarà effettuato nel tratto in destra idraulica, a monte della strada statale Aurelia, a protezione del centro abitato di Migliarino.
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