Il Tirreno

Pisa

LA STORIA

Dal falso giornalista alla finta avvocatessa

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 PISA. I particolari di questa vicenda restano, pur nel dramma, quasi esilaranti. Il ragazzo infatti, nel mettere in atto il ricatto ai danni del parroco e del fratello, si sarebbe finto al telefono a tratti avvocato, a tratti cronista della nostra testata. La madre soltanto avvocatessa. In questa millantata veste a gennaio scorso, secondo l'accusa, avrebbe avvicinato l'anziano prete e lo avrebbe messo al corrente di un fantomatico procedimento a suo carico in atto in procura, promosso da una prostituta che avrebbe rivelato di conoscerlo e di «conoscerlo» proprio in senso biblico. Gli avrebbe mostrato degli atti falsi, fra cui una presunta richiesta di archiviazione che sarebbe stata portata avanti proprio dal legale, nell'interesse del prete. La sedicente avvocatessa avrebbe aggiunto di dover tacitare le continue richieste della lucciola, che insistentemente le chiedeva danaro per far mettere tutto a tacere. Epico il commento del pm Di Bugno dopo i primi quattro arresti: «Avevano scambiato quel povero prete per un bancomat».

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