Sicurezza
Semafori centralizzati per ridurre le attese È partito l'esperimento
N.G.
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PISA. «Ma perché, se dall'altro lato non arriva nessuno, a noi il verde dura così poco e il rosso non finisce mai?». Quante volte, nei pressi di un semaforo, ci siamo posti questa domanda, specie al ritorno da una faticosa giornata di lavoro o bagnati fradici di sudore provenienti dal mare, quando le code paiono ancora più lunghe? Bene, in base agli ultimi interventi effettuati sui semafori pisani, le imprecazioni contro le famigerate tre luci durante una fila infinita dovrebbero sensibilmente ridursi. La parolina magica è "centralizzazione", con cui si intende la possibilità di controllare da una stazione remota, il flusso di auto che passa da un semaforo. In base ai dati registrati, grazie a un computer, possono essere variati in tempo reale i tempi di fasatura (i tempi del rosso e del verde insomma), in modo tale da consentire una maggiore scorrevolezza del traffico, venendo quindi incontro alle esigenze dei cittadini. Ad oggi sono stati centralizzati 33 semafori su 44 esistenti. I rimanenti 11 impianti, visti gli oneri economici elevati, saranno gradualmente collegati alla stazione remota nei prossimi mesi. I primi risultati dell'efficienza di questo sistema si sono già visti sul Lungarno d'Annunzio, all'altezza del ponte del Cep. Tra le 17 e le 19.30 della domenica, al semaforo vicino al ponte, "protagonista" di molte code nel fine settimana, è stato raddoppiato il tempo del verde in direzione della città, agevolando così chi rientra dal litorale verso sera. In questo modo sono diminuiti gli incolonnamenti, e con essi proteste e lamentele. Gli interventi sui semafori non si fermano però qui. Come spiega Marino Mazzoli, direttore tecnico di Aristea, la società che si occupa degli impianti semaforizzati in base al contratto di Global Service, «abbiamo in mente anche dei progetti di risparmio energetico. Vorremmo sostituire le attuali lampadine a 75 watt con delle lampadine a led». Ad oggi solo il 5% delle luci dei semafori è a led. «Con il led si ha un risparmio energetico che può arrivare fino all'85% - prosegue Mazzoli -. L'investimento previsto sarebbe nell'ordine dei 180mila euro, che sarebbe recuperato in 4 anni grazie alla maggiore efficienza energetica».
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