Il Tirreno

Pisa

Cartelloni di qualità ma scatta l'allarme per i tagli governativi

Renata Viola
Cartelloni di qualità ma scatta l'allarme per i tagli governativi

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Una ventata di normalità sembra finalmente soffiare sul teatro Verdi. Se, come sembra, saranno confermate le previsioni relative alla programmazione della fine del 2010, quello attuale sarebbe il secondo anno consecutivo di pareggio per il bilancio del Verdi.  Abbastanza per pensare ad un'altra stagione di tutto rispetto, ma non tanto da poter abbassare la guardia, visti i tagli che a partire dal primo gennaio del 2011 incombono sugli enti pubblici e sul Fondo unico per lo spettacolo (Fus). Il presidente della Fondazione Teatro di Pisa, Sergio Cortopassi, nel presentare alla stampa il nutrito cartellone della prossima stagione - lirica, prosa e danza - ha sottolineato il prezioso contributo della Fondazione Toscana Spettacolo quale partner insostituibile nel permettere una programmazione a prezzi accessibili. «Abbiamo costruito una stagione di tutto rispetto - ha esordito Cortopassi - ma il futuro del teatro Verdi diventerà a rischio a partire dal prossimo anno. Quando cioè diverranno operativi i tagli del Fus (si parla del 50%), del Comune, della Provincia e della Regione».  Occorre insomma rivedere come cambierà il rapporto tra i soci fondatori, il Comune e la Provincia, soggetti importanti per il teatro. «È opportuno ha aggiunto Cortopassi conoscere per tempo il destino del Verdi, in modo da poter assumere decisioni gestionali adeguate per la programmazione dei prossimi anni». La ricerca per far quadrare i conti è passata in queste ultime due stagioni attraverso varie strade: tagliando 1,5 milioni di euro sui 6 programmati per il 2009; attraverso l'assunzione del rischio di impresa da parte delle compagnie di prosa e danza; attraverso il contenimento dei prezzi dei biglietti ai costi della stagione 2007/2008 e agli accordi presi fino al 2013 con i teatri di Lucca e Livorno che hanno ridato fiato alle produzioni liriche.  «Ma alcuni sacrifici non sono più ripetibili - ha ribadito Cortopassi -, se vogliamo reggere l'urto di questa svolta epocale bisognerà pensare a tutte le forme di collaborazione possibile. E scommettere sui giovani, specie nella lirica».  Presenti alla conferenza stampa di ieri a palazzo Gambacorti l'assessore alla cultura del Comune Silvia Panichi e l'assessore alla cultura della Provincia Silvia Pagnin. Per la Fondazione Toscana Spettacolo c'era il presidente Simonetta Pecini, mentre per il teatro Verdi c'erano Claudio Proietti, direttore artistico, e Silvano Patacca, responsabile della programmazione e della rassegna di danza. «Una programmazione diversificata per gusti ed esigenze - ha detto Panichi - che non mancherà di richiamare pubblico anche da fuori Pisa. Il Comune subirà tagli per circa quattro milioni di euro. Ma il sindaco e la giunta considerano da sempre il Verdi come il vero polo culturale della città. In attesa di conoscere in quale direzione andranno i tagli maggiori e le nuove regole, a costo di sacrificare altri settori, faremo il possibile per mantenere la programmazione del 2011».  «Il cartellone risponde alle caratteristiche di un teatro di tradizione ed offre proposte consolidate ma anche di attualità - ha affermato Pagnin -. Negli ultimi due anni la platea del Verdi si è ripopolata, soprattutto di giovani. Per la Provincia saranno tagliati 5,5 milioni di euro».  Allarme soprattutto per la lirica che, a detta di Patacca, non reggerebbe il taglio del 50% del Fus, a fronte dell'attuale contributo di 680mila euro annui.

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