Sicurezza
Rebeldìa, tre mesi per liberare i locali
Le 31 associazioni del progetto Rebeldìa, sfrattate dal Comune dall'immobile di via Battisti, avranno tempo fino al 30 ottobre per liberare i locali. Lo ha stabilito il giudice del tribunale di Pisa
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PISA. Le 31 associazioni del progetto Rebeldìa, sfrattate dal Comune dall'immobile di via Battisti (interessato da un maxi intervento urbanistico) avranno tempo fino al 30 ottobre per liberare i locali. Lo ha stabilito oggi nella sentenza il giudice del tribunale di Pisa Stefano Locci chiamato a pronunciarsi sull'esecuzione dello sfratto. Il magistrato ha concesso un tempo più lungo rispetto a quello che avevano richiesto le associazioni. Una "data congrua", ha spiegato il giudice, per individuare una soluzione. Per Rebeldìa la decisione riapre i giochi in vista della collocazione definitiva del cartello di associazioni.
"Non è un caso - affermano le associazioni di Rebeldia - che il giudice abbia indicato la data del 30 ottobre, visto che il primo novembre si insedierà il nuovo rettore dell'Università di Pisa dopo le elezioni di autunno e dunque c'è tutto il tempo per avviare un confronto con l'Ateneo riguardo alla sede ex Asnu che resta la nostra prima scelta e che, nei giorni scorsi, oltre al consenso di molti docenti universitari, ha trovato anche la condivisione da parte dei tre candidati rettori attraverso una loro dichiarazione pubblica firmata congiuntamente".
"La sentenza del giudice è positiva ed era attesa, nell'esito che ha avuto a tutela degli interessi pubblici". Afferma il sindaco di Pisa Marco Filippeschi. "Si sapeva bene - ha aggiunto Filippeschi - che la concessione era stata data in comodato, per un anno, e che dal febbraio del 2007 quel contratto era scaduto. Il giudice, a quanto hanno riferito gli avvocati, ha riaffermato questa verità con chiarezza e in modo definitivo, senza nessun rinvio, smentendo aspettative assolutamente ingiustificate per quanto ampiamente propagandate".
"Non è un caso - affermano le associazioni di Rebeldia - che il giudice abbia indicato la data del 30 ottobre, visto che il primo novembre si insedierà il nuovo rettore dell'Università di Pisa dopo le elezioni di autunno e dunque c'è tutto il tempo per avviare un confronto con l'Ateneo riguardo alla sede ex Asnu che resta la nostra prima scelta e che, nei giorni scorsi, oltre al consenso di molti docenti universitari, ha trovato anche la condivisione da parte dei tre candidati rettori attraverso una loro dichiarazione pubblica firmata congiuntamente".
"La sentenza del giudice è positiva ed era attesa, nell'esito che ha avuto a tutela degli interessi pubblici". Afferma il sindaco di Pisa Marco Filippeschi. "Si sapeva bene - ha aggiunto Filippeschi - che la concessione era stata data in comodato, per un anno, e che dal febbraio del 2007 quel contratto era scaduto. Il giudice, a quanto hanno riferito gli avvocati, ha riaffermato questa verità con chiarezza e in modo definitivo, senza nessun rinvio, smentendo aspettative assolutamente ingiustificate per quanto ampiamente propagandate".
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