Il Tirreno

Pisa

«Pronti a incontrare la giovane rom»

Nicola Gennai
Un autobus della Cpt e, a sinistra, il campo nomadi a Coltano
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Un autobus della Cpt e, a sinistra, il campo nomadi a Coltano

La Cpt invita la ragazza che ha denunciato una discriminazione sull'autobus

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 PISA. Dopo la denuncia dei giorni scorsi di Padre Agostino Rota Martir, sacerdote che vive nel campo nomadi di Coltano, che accusava un dipendente della Cpt di aver trattato male una giovane rom di origine bosniaca su un bus, la Compagnia pisana trasporti ha aperto un'indagine interna per approfondire l'episodio. L'ingegner Zoppo, direttore dell'azienda, ha svolto la verifica, e, una volta risalito al lavoratore protagonista della vicenda, ha raccolto la sua versione dei fatti.  «All'altezza della stazione - riporta Zoppo - l'autobus della Lam Rossa si è fermato nel punto dove di solito viene effettuato il cambio dell'autista. Una volta sceso dal mezzo, l'operatore di guida che aveva finito il proprio turno (che svolge anche la mansione di controllore), ha notato tre ragazze rom in procinto di salire sul bus. Credendo di averle riconosciute, le ha fermate e ha detto loro di "comportarsi bene"».  A questo punto è necessario fare un passo indietro e spiegare qual è la situazione sulla Lam Rossa.  «Questa linea - spiega Zoppo - collega la stazione all'aeroporto ed è una delle più frequentate dai turisti. Purtroppo è spesso al centro di episodi di borseggio».  Detto ciò, il direttore della Cpt prosegue il racconto: «Il nostro dipendente si è rivolto in quel modo alle ragazze perché pensava di avere individuato in una di loro la protagonista di episodi poco chiari avvenuti sul pullman nei giorni precedenti. Una delle tre ha risposto al controllore, il quale ha così deciso di operare una verifica sul biglietto in suo possesso».  Secondo il racconto fornito da Padre Agostino, il ticket della giovane sarebbe stato regolare. Ma non per l'addetto dell'azienda: «Il dipendente - prosegue Zoppo - mi ha confermato che, a suo parere, il biglietto non era regolare. Inoltre, a differenza di quanto riportato dal sacerdote, il diverbio non sarebbe avvenuto di fronte agli altri passeggeri, che non si sono accorti di niente».  La contestazione non è proseguita «solo perché in quel momento il nostro dipendente stava svolgendo la mansione di autista e non avrebbe potuto perseguire alcuna irregolarità, visto che era anche privo del libretto per redigere i verbali».  Secondo Zoppo, «sarebbe necessario un incontro chiarificatore tra la ragazza bosniaca e il controllore, per confrontare le due versioni dei fatti».  «Conosco personalmente l'operatore accusato - prosegue il direttore -, ha oltre 20 anni di esperienza ed è una persona buona e tranquilla. Gli autisti stanno ogni giorno a contatto con gente di tutte le nazionalità, non credo ci sia stata alcuna discriminazione. In questo caso potrebbe esserci stata un po' di superficialità, e per questo chiediamo già adesso scusa».  L'ingegnere Zoppo conclude con una precisazione: «Se dal confronto con la ragazza emergerà un comportamento scorretto del lavoratore, scatteranno le sanzioni previste dal regolamento degli autoferrotranvieri, che, nei casi di mancato rispetto dei viaggiatori, possono arrivare fino alla sospensione dal servizio».

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