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Due detenuti evadono dal carcere di Pisa, uno è accusato di omicidio

Due detenuti evadono dal carcere di Pisa, uno è accusato di omicidio

Caccia all'uomo in tutta la provincia. Hanno usato delle lenzuola e scavalcato il muro di cinta. Poi in strada hanno rubato l'auto di una passante e si sono dati alla fuga. Entrambi albanesi, sono accusati uno di rapina e l'altro di omicidio

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PISA. Due detenuti albanesi sono evasi dal carcere Don Bosco di Pisa. Hanno usato delle lenzuola, scavalcando il muro posteriore di cinta della Casa circondariale. I loro nomi sono Bledar Shehu, 27 anni, e Roland Dedja, 26 anni. Entrambi non risultano condannati in via definitiva, uno era in carcere per rapina e l'altro per omicidio.

Dopo aver attraversato alcuni cortili interni, i due hanno fermato una donna a bordo di una Jeep Cherokee, l'hanno fatta scendere, e poi hanno proseguito la fuga sull'auto. Proseguono su tutto il territorio le ricerche delle forze dell'ordine, anche con l'ausilio di elicotteri.

La città e le principali arterie della provincia di Pisa sono sottoposte a controlli. Le forze dell'ordine hanno avviato una imponente caccia all'uomo, diramando a tutte le pattuglie in servizio le foto segnaletiche e le generalità dei ricercati. La polizia ha setacciato in queste ore anche tutti i supermercati, dove i due evasi potrebbero cercare denaro contante o tentare di mimetizzarsi.

"Evasione annunciata". Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha aperto un'inchiesta interna e ha inviato a Pisa Francesco Cascini, il capo dell'ispettorato del Dap. Durissimo il sindacato degli agenti di polizia penitenziaria (Sappe) che parla di "evasione annunciata". "Nel carcere di Pisa - si legge in una nota del sindacato - ci sono 458 detenuti contro una capienza di circa 250 posti, mentre gli agenti penitenziari sono carenti di 80 unità (pari al 31% dell'organico regolamentare)". "Da tempo denunciamo le gravi criticità di Pisa - afferma il segretario generale del Sappe, Donato Capece - ma nessuno ha provveduto. Anzi, in barba alle carenze di organico, sette agenti assegnati agli istituti della Toscana sono stati trasferiti". Viste le "gravissime criticita", il Sappe arriva a chiedere persino il  "commissariamento". Capece segnala inoltre che nel carcere l'allarme antiscavalcamento sarebbe non funzionante da tempo, mentre a causa della carenza di organico tra la polizia penitenziaria non c'erano sentinelle a guardia delle mura di cinta.

Il precedente. L'evasione di oggi ricorda quella avvenuta il 30 marzo del 2004, al carcere fiorentino di Sollicciano. A fuggire furono in cinque. Anche in quell'occasione, i detenuti, albanesi, scavalcarono il muro di cinta usando delle lenzuola.

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