Proteste
Addio a Lischi, editore puro
Francesca Ferretti
Con lui se ne va un pezzo di storia pisana
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È morto dopo una lunga malattia l'editore Luciano Lischi, ultimo esponente di una delle più antiche case editrici italiane, la Nistri-Lischi di Pisa, acquisita nel 2007 dalla Plus, la University press dell'Ateneo. La casa editrice, fondata nel Settecento da Sebastiano Nistri, era stata rilevata nel 1921 da Vincenzo Lischi, nonno di Luciano. Sotto la direzione di Luciano, la casa editrice di piazza del Castelletto si è trasformata in una fucina culturale attorno a cui hanno ruotato importanti nomi della cultura: Cassola, Bassani e Dessì.
Alla notizia della sua scomparsa, Pisa si è stretta in un grande abbraccio attorno alla figura di Luciano Lischi, considerato il primo vero editore pisano. A sentire il ricordo che hanno di lui in città, il grande merito di Lischi è stato quello di fare del mestiere tipografico una missione culturale, che portava l'oggetto libro a diventare un veicolo di conoscenza e sapere.
Le sue collane di narrativa e di saggistica e le opere dedicate alla storia e alle tradizioni di Pisa hanno contribuito a costruire il bagaglio culturale di Pisa, come testimonia il sindaco Marco Filippeschi in un messaggio diretto alla famiglia: «In questo momento voglio esprimere la mia più sincera vicinanza, anche a nome di tutta l'amministrazione comunale, alla famiglia Lischi e in particolare ai figli Sandra, Michele e Lucia.
Luciano Lischi è stato per Pisa una grande figura di editore e di divulgatore, un imprenditore colto, curioso e appassionato che ha saputo elevare la sua attività ad una dimensione nazionale arricchendo la città. Ma anche un amante del mare e della storia pisana, a cui ha contribuito con opere che rimangono fondamentali, e un esempio di grande correttezza e partecipazione alla vita cittadina». «Proprio di recente - continua Filippeschi - in occasione dell'uscita del documentario girato dal regista Daniele Segre sulla storia di Lischi e della sua casa editrice, c'è stata una bella occasione di riconoscimento di tutta la città con la presenza di Luciano Lischi e delle persone che aveva più care».
Dal Comune è arrivato anche il ricordo dell'assessore alla cultura Silvia Panichi: «Lischi era una persona speciale, un grande divulgatore di cultura, con un grande garbo e la capacità di incidere senza mai essere invadente». Parole di grande apprezzamento vengono anche dal mondo universitario con la professoressa Lucia Tomasi Tongiorgi, delegato del rettore per la cultura: «Il mio è un ricordo personale, un'amicizia che va al di là dei rapporti lavorativi, di Lischi ho sempre stimato la rettitudine, l'intelligenza e la sensibilità.
Mi ha fatto grande piacere averlo con noi alla recente inaugurazione della mostra di Viviani, un artista che lui conosceva personalmente e di cui ha pubblicato alcuni scritti. Nel catalogo della mostra è contenuto anche un contributo firmato da Lischi dal titolo "Ricordo di un amico", probabilmente il suo ultimo scritto». Nel panorama dell'editoria pisana, l'editore Fabrizio Felici traccia un ritratto vivo e commosso di Lischi: «L'ho conosciuto bene negli ultimi anni della sua attività, quando io iniziavo a muovere i primi passi nel mondo dell'editoria.
Per me è stato l'editore di riferimento, una specie di "padre" dal punto di vista editoriale, a cui mi sono rivolto spesso per chiedere consigli e collaborazione in merito ad alcune pubblicazioni. E Luciano Lischi è sempre stato disponibile e attento nel dispensare parole e consigli oculati, che mi hanno aiutato a crescere come editore». Tra le pubblicazioni più importanti edite dalla Nistri-Lischi si ricordano i romanzi "Il taglio del bosco" di Carlo Cassola, "Gli ultimi anni di Clelia Trotti" di Giorgio Bassani e "I passeri" di Giuseppe Dessì; la collana di "Studi costituzionali americani" diretta da Gaspare Ambrosini e quella di "Saggi di varia umanità" diretta prima da Francesco Flora e poi da Lanfranco Caretti; la serie di libri sulla storia e cultura di Pisa tra cui "Forma Pisarum" di Emilio Tolaini, e i volumi della collana di nautica "Il tagliamare", ideata e diretta dal giornalista Mauro Mancini.
Alla notizia della sua scomparsa, Pisa si è stretta in un grande abbraccio attorno alla figura di Luciano Lischi, considerato il primo vero editore pisano. A sentire il ricordo che hanno di lui in città, il grande merito di Lischi è stato quello di fare del mestiere tipografico una missione culturale, che portava l'oggetto libro a diventare un veicolo di conoscenza e sapere.
Le sue collane di narrativa e di saggistica e le opere dedicate alla storia e alle tradizioni di Pisa hanno contribuito a costruire il bagaglio culturale di Pisa, come testimonia il sindaco Marco Filippeschi in un messaggio diretto alla famiglia: «In questo momento voglio esprimere la mia più sincera vicinanza, anche a nome di tutta l'amministrazione comunale, alla famiglia Lischi e in particolare ai figli Sandra, Michele e Lucia.
Luciano Lischi è stato per Pisa una grande figura di editore e di divulgatore, un imprenditore colto, curioso e appassionato che ha saputo elevare la sua attività ad una dimensione nazionale arricchendo la città. Ma anche un amante del mare e della storia pisana, a cui ha contribuito con opere che rimangono fondamentali, e un esempio di grande correttezza e partecipazione alla vita cittadina». «Proprio di recente - continua Filippeschi - in occasione dell'uscita del documentario girato dal regista Daniele Segre sulla storia di Lischi e della sua casa editrice, c'è stata una bella occasione di riconoscimento di tutta la città con la presenza di Luciano Lischi e delle persone che aveva più care».
Dal Comune è arrivato anche il ricordo dell'assessore alla cultura Silvia Panichi: «Lischi era una persona speciale, un grande divulgatore di cultura, con un grande garbo e la capacità di incidere senza mai essere invadente». Parole di grande apprezzamento vengono anche dal mondo universitario con la professoressa Lucia Tomasi Tongiorgi, delegato del rettore per la cultura: «Il mio è un ricordo personale, un'amicizia che va al di là dei rapporti lavorativi, di Lischi ho sempre stimato la rettitudine, l'intelligenza e la sensibilità.
Mi ha fatto grande piacere averlo con noi alla recente inaugurazione della mostra di Viviani, un artista che lui conosceva personalmente e di cui ha pubblicato alcuni scritti. Nel catalogo della mostra è contenuto anche un contributo firmato da Lischi dal titolo "Ricordo di un amico", probabilmente il suo ultimo scritto». Nel panorama dell'editoria pisana, l'editore Fabrizio Felici traccia un ritratto vivo e commosso di Lischi: «L'ho conosciuto bene negli ultimi anni della sua attività, quando io iniziavo a muovere i primi passi nel mondo dell'editoria.
Per me è stato l'editore di riferimento, una specie di "padre" dal punto di vista editoriale, a cui mi sono rivolto spesso per chiedere consigli e collaborazione in merito ad alcune pubblicazioni. E Luciano Lischi è sempre stato disponibile e attento nel dispensare parole e consigli oculati, che mi hanno aiutato a crescere come editore». Tra le pubblicazioni più importanti edite dalla Nistri-Lischi si ricordano i romanzi "Il taglio del bosco" di Carlo Cassola, "Gli ultimi anni di Clelia Trotti" di Giorgio Bassani e "I passeri" di Giuseppe Dessì; la collana di "Studi costituzionali americani" diretta da Gaspare Ambrosini e quella di "Saggi di varia umanità" diretta prima da Francesco Flora e poi da Lanfranco Caretti; la serie di libri sulla storia e cultura di Pisa tra cui "Forma Pisarum" di Emilio Tolaini, e i volumi della collana di nautica "Il tagliamare", ideata e diretta dal giornalista Mauro Mancini.
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