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Scolmatore navigabile, due anni di lavori
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Una veduta dello Scolmatore dallalto Summit in Provincia per fissare i tempi: via ai cantieri nel 2012
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PISA. Definita la tempistica per rendere lo Scolmatore navigabile. Le annualità 2010 e 2011 saranno utilizzate per completare le complesse progettazioni già in corso. Il via ai lavori è previsto nel 2012, con una durata di circa due anni. Su quella che è già stata ribattezzata la "nuova era" dello Scolmatore si è svolto un apposito vertice nella sede della Provincia di Pisa, che ha visto protagonista il nuovo assessore alle infrastrutture della Regione, Luca Ceccobao, seduto allo stesso tavolo con il presidente Andrea Pieroni e l'assessore provinciale alla difesa del suolo Valter Picchi. Per la realizzazione del primo lotto dei lavori sul canale è stato siglato un accordo, riconfermato a Pisa dall'assessore Ceccobao, con cui vengono messi a disposizione 108 milioni di euro, somma alla quale concorrono anche numerosi enti locali. La Provincia di Pisa (competente per entrambe le sponde dello Scolmatore, anche quella livornese) aveva già ricevuto dalla Regione la titolarità della progettazione: quella esecutiva sarà predisposta entro fine anno, in collaborazione con Fiumi e Fossi. L'intera operazione ha come fine, da una parte, quello di rendere il canale una idrovia percorribile da imbarcazioni e chiatte di grandi dimensioni, così da favorire le relazioni commerciali tra porto, interporto ed autoparco; e, dall'altra, potenziare la capacità idraulica di un 40% a beneficio della salvaguardia del territorio pisano dalle piene di Arno ed Era. Lo Scolmatore sarà reso navigabile per circa 10 chilometri, nel tratto che va dall'innesto del canale dei Navicelli, all'altezza del porto di Livorno, fino all'interporto di Guasticce. Il canale sarà portato ad una larghezza intorno ai 40 metri, con un fondale almeno di 3,5 metri (il triplo dell'attuale). Dovranno essere asportati oltre 1,5 milioni di metri cubi di sabbia e fango; su tale fronte saranno messi a gara il progetto dell'impianto di trattamento, quindi l'impianto stesso e le operazioni di scavo e dragaggio, nonché tutte le opere idrauliche riferite soprattutto alle interferenze sugli affluenti e alle arginature. Il passo successivo dovrà essere la "foce armata": lo sbocco a mare diretto per i Navicelli.
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