Sicurezza
Ateneo contro Augello, De Francesco e Miccoli. Rifondazione: facciamo decidere a loro
Rebeldìa, il niet del rettore
Carlo Venturini
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Alcuni giovani di Rebeldìa nellarea ex Asnu Dura smentita alle aperture dei tre candidati per la sede
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PISA. «L'Ex Asnu è e resta indisponibile per Rebeldìa e le linee dell'Università sulla questione vengono dettate dal rettore che è in carica». È la dura presa di posizione dell'Ateneo sul comunicato congiunto dei tre candidati alla carica di Magnifico, Nicoletta De Francesco, Paolo Miccoli e Massimo Augello. Ma la querelle su Rebeldìa ha creato anche un corto circuito squisitamente politico tra Pd e Sel perché se due giorni fa, Ivan Ferrucci, segretario provinciale del PD, chiedeva a Sel di fare chiarezza al suo interno circa la questione Rebeldìa, Dario Danti coordinatore provinciale di Sel, gli risponde che la posizione del partito è chiara e lo è stata sia in Comune che in Provincia. E cioè che «si deve trovare il modo di posticipare lo sfratto di qualche mese facendo attenzione a non incorrere nelle penali per l'avvio tempestivo dei lavori». Continuando nella girandola di prese di posizione su Rebeldìa, Rifondazione Comunista è più tranchant e plaude in toto alla presa di responsabilità dei tre candidati circa il rimandare tutto ad una stagione migliore, un po' meno calda e quindi a novembre. Dalle aule di tribunale (martedì ci sarà la sentenza sullo sfratto) a Palazzo Gambacorti fino a Palazzo alla Giornata, sede dell'università, c'è un rincorrersi di prese di posizioni su Rebeldìa, che, dal canto suo, arroccata in via Battisti, non molla l'osso e martella sul fatto che: «È del tutto evidente che l'Ex Asnu è adibita per i 3/4 a magazzino e quindi quella rimane la sede alternativa a via Battisti». Ma in ordine cronologico, la presa di posizione più recente è quella dell'attuale rettore, Marco Pasquali, che scrive in una nota: «Quando i tre candidati a rettore parlano di "riattivare gli strumenti opportuni a partire dalla Conferenza dei servizi" e di "valutare la disponibilità di spazi pubblici, inclusi i locali dell'ex Asnu" si dimentica o si ignora che la Conferenza dei servizi ha lavorato, con la presenza ed il concorso dell'Università, ad individuare e predisporre l'unica soluzione ritenuta concordemente adeguata da tutte le istituzioni coinvolte, e cioè spostare la sede delle associazioni in via Saragat». Già. Perché uno dei pochi punti fermi della questione Rebeldìa, oltre alla data dell'udienza in tribunale, è che il Comune una sede alternativa alle associazioni l'ha trovata in via Saragat. Ed infatti l'Ateneo, sempre nella stessa nota, aggiunge: «Il Comune, sempre in accordo con gli altri enti pubblici, aveva già emesso un bando sulla base della disponibilità dichiarata in modo formale dalla Rete Ferroviaria Italiana e da Ferservizi e si era sancita l'attuale indisponibilità della ex Asnu, dichiarata e documentata in sede di Conferenza dei servizi il 31 maggio e il 7 giugno». «Quando si evoca - continua la nota del Rettore - l'inopportunità di "giungere a soluzioni precipitose nel cuore dell'estate", di ricerca "in autunno nella massima serenità di tutte le parti" di una nuova sede, arrivandosi addirittura ad auspicare che a tale ricerca "l'Università possa partecipare, nel pieno delle funzioni, si dimentica che i lavori per Sesta Porta sono già stati appaltati dal Comune».
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