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La sagra del pesce trasloca in città
Gabriele Orsini
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PISA. La sagra del pesce al Palazzo dei congressi? Per Massimo Giaconi, ideatore nel 2009 della "rinascita" della manifestazione gastronomica, si può. Dopo le roventi polemiche dell'anno passato sul litorale, dal 25 luglio al 22 agosto la sagra si trasferisce nelle strutture di via Matteotti. Organizzata in origine dalla cooperativa dei pescatori di Marina di Pisa ed ospitata per diversi anni sul litorale, la sagra si interrompe alla metà degli anni Novanta in seguito alle critiche scatenate dai ristoratori e dalle associazioni di categoria.
Quando lo scorso anno l'associazione Palmerino Country Sound decide di tornare ad allestire la sagra in piazza Viviani a Marina dopo quindici anni dall'ultima edizione, si scatena di nuovo il putiferio, con Confesercenti e Confcommercio che chiedono all'amministrazione comunale il ritiro dell'autorizzazione, concessa a loro avviso senza la concertazione con le associazioni di categoria prevista dalla legge regionale per iniziative di questo tipo. Ma oltre alle polemiche, lo scorso anno la sagra del pesce ha fatto registrare anche un buon successo di pubblico, riconosciuto dagli stessi rappresentanti di esercenti e commercianti. Per questo la Palmerino Country Sound ci riprova. «Portare la sagra in città ci è sembrata un'idea innovativa - racconta Massimo Giaconi, presidente dell'associazione Palmerino - e in linea con quello che avviene nelle principali città italiane, soprattutto in quelle più all'avanguardia, da Torino a Bologna a Firenze». Per questo motivo la cucina mobile dell'associazione verrà attrezzata all'interno del Palazzo dei congressi e resterà aperta tutti i giorni per quasi un mese. L'obiettivo è quello di ravvivare le serate dei molti turisti che tra luglio e agosto si riversano in città, ma anche di venire incontro alle esigenze dei pisani che in un momento di crisi economica come quello attuale non possono permettersi di partire per le vacanze.
«Se si vuole valorizzare il turismo - continua Giaconi - bisogna mettere a disposizione dei visitatori una serie di iniziative che vadano al di là del patrimonio monumentale della città. «Non si può lasciare - conclude il presidente dell'associzione Palmerino - che la città in agosto resti deserta, e la decisione di organizzare la sagra in città va proprio in questo senso».
Quando lo scorso anno l'associazione Palmerino Country Sound decide di tornare ad allestire la sagra in piazza Viviani a Marina dopo quindici anni dall'ultima edizione, si scatena di nuovo il putiferio, con Confesercenti e Confcommercio che chiedono all'amministrazione comunale il ritiro dell'autorizzazione, concessa a loro avviso senza la concertazione con le associazioni di categoria prevista dalla legge regionale per iniziative di questo tipo. Ma oltre alle polemiche, lo scorso anno la sagra del pesce ha fatto registrare anche un buon successo di pubblico, riconosciuto dagli stessi rappresentanti di esercenti e commercianti. Per questo la Palmerino Country Sound ci riprova. «Portare la sagra in città ci è sembrata un'idea innovativa - racconta Massimo Giaconi, presidente dell'associazione Palmerino - e in linea con quello che avviene nelle principali città italiane, soprattutto in quelle più all'avanguardia, da Torino a Bologna a Firenze». Per questo motivo la cucina mobile dell'associazione verrà attrezzata all'interno del Palazzo dei congressi e resterà aperta tutti i giorni per quasi un mese. L'obiettivo è quello di ravvivare le serate dei molti turisti che tra luglio e agosto si riversano in città, ma anche di venire incontro alle esigenze dei pisani che in un momento di crisi economica come quello attuale non possono permettersi di partire per le vacanze.
«Se si vuole valorizzare il turismo - continua Giaconi - bisogna mettere a disposizione dei visitatori una serie di iniziative che vadano al di là del patrimonio monumentale della città. «Non si può lasciare - conclude il presidente dell'associzione Palmerino - che la città in agosto resti deserta, e la decisione di organizzare la sagra in città va proprio in questo senso».
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