Il Tirreno

Pisa

Si allarga la distanza tra Sel e maggioranza

Carlo Venturini

Il Pd protesta: è al governo in Provincia, deve fare chiarezza

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 PISA. Due giorni di sedute fiume del consiglio comunale, concitate e molto dibattute, sulla questione Rebeldìa e non solo, hanno portato ad una netta cesura, forse non facilmente sanabile, tra il centro sinistra, Pd in testa, ed i consiglieri della Sel.  La seduta di lunedì scorso è finita, o meglio è dovuta finire alle 23, perché al momento della votazione dell'ordine del giorno proposto dalla maggioranza (Pd, Idv, Lista per Pisa e Psi) circa la necessità che Rebeldìa lasciasse subito liberi gli spazi occupati in via Cesare Battisti, è venuto meno il numero legale. Date le assenze sui banchi della maggioranze, Sel e Rifondazione, d'intesa anche con il Pdl, hanno lasciato l'aula e quindi c'è stato il nulla di fatto.  L'ordine del giorno è stato approvato il giorno successivo con 22 favorevoli (tutti della maggioranza), 7 contrari (tutti del PdL) ed un astenuto (Udc). I consiglieri della Sel e di Rifondazione Comunista non hanno invece partecipato al voto e sono usciti di nuovo dall'aula.  Insomma, sembra che il caso Rebeldìa abbia allargato il fossato tra la Sel ed il Pd. Allargando anche la contraddizione sul fatto che in Provincia Sel siede tra i banchi della maggioranza. Non molte tempo fa si era parlato di un avvicinamento tra Sel e maggioranza in Comun, ma ora non sembra ci sia spazio per intese. Anche perché, sempre su una questione legata a tematiche giovanili e spazi cittadini, martedì in consiglio comunale la Sel ha votato a favore di una proposta popolare portata a suon di firme dall'Arciragazzi, dalla Biblioteca Franco Serantini e da Rebeldìa. Questa proposta, approdata in consiglio, chiedeva nel suo dispositivo finale "Un impegno a risolvere il problema degli spazi dedicati alle attività sociali e culturali in città". Anche questa volta, la maggioranza ha votato in un modo, e la Sel in un altro. La proposta è stata cioè bocciata con 30 voti contrari (Pd e Pdl) e 3 favorevoli (Sel e Rifondazione).  Niente da fare dunque un'altra volta. Ivan Ferrucci, segretario provinciale del Pd, chiede a questo punto a Sel di fare chiarezza ma di farla al suo interno e cioè tra la Sel governativa in Provincia e la Sel in Comune e di farla soprattutto sulla questione di Rebeldìa.  Ma si fa anche notare che forse il mancato "avvicinamento" tra Pd e Sel non dipende solo dalla questione Rebeldìa. Sel in Comune ha espresso più volte voti ed opinioni "contro" come ad esempio sull'Agenzia casa, sulla variante urbanistica, sui progetti di urbanizzazione sul litorale, sul riordino del personale degli asili e sulla manifestazione di Canapisa. Senza dimenticare le questioni circa l'ordinanza anti borsoni ed il pacchetto sicurezza.

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