Italia
Niente preventivo, la fattura non si paga
Antonio Scuglia
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Toghe appese in un ufficio giudiziarioAutomobilista graziato per 11mila euro, la riparazione non era stata autorizzata
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PISA. Patti chiari, amicizia lunga? Non sempre. A volte anche i patti più chiari possono essere interpretati piuttosto liberamente e uno può ritrovarsi in difficoltà. E' finita davanti al giudice di pace la vicenda di un automobilista pisano che, senza aver dato il suo consenso alla riparazione dell'auto, si è visto arrivare a casa un decreto ingiuntivo da 11mila euro. La causa è stata discussa davanti al giudice Marcello Tucceri Cimini. L'uomo, assistito dall'avvocato Duretti, ha proposto ricorso contro il decreto ingiuntivo e presentato a sua volta una domanda riconvenzionale (per mille euro) nei confronti dell'agenzia che aveva incaricato di seguire la pratica per la gestione di un sinistro, accusandola di inadempimento del contratto di mandato: l'agenzia, ha affermato, ha tutelato interessi propri e non i miei. Il giudice (sentenza 845/2010) a dato ragione all'automobilista, ha annullato il decreto ingiuntivo, gli ha riconosciuto i mille euro di risarcimento ed ha condannato l'agenzia ad altri mille euro di spese legali. «Dalla lettura degli atti, - rileva il magistrato, - dall'intercorsa fase di giudizio, risulta evidente la fondatezza e l'accoglibilità della domanda. All'incontro di conferimento dell'incarico all'agenzia, l'attore precisava più volte che prima di procedere con qualsiasi attività di riparazione del veicolo doveva essere valutata l'entità dei danni e solo dopo, in caso di autorizzazione del medesimo, il veicolo poteva essere riparato. In tal senso i testimoni citati hanno pienamente confermato detta circostanza». L'auto, continua il giudice, «veniva fatta riparare dall'agenzia ad una carrozzeria di propria fiducia senza il consenso del cliente». Quest'ultimo veniva poi chiamato e andava a ritirare l'auto presso la carrozzeria, e lì veniva informato che il consuntivo delle riparazioni effettuate non era ancora disponibile, e che lo avrebbe ricevuto non appena pronto: testimoni hanno confermato che l'uomo solo dopo mesi reperiva il preventivo, ammontante ad oltre 11mila euro. Il fatto che ha deciso la sentenza è che «è stato provato che l'agenzia aveva dato incarico alla carrozzeria di riparare l'auto in presenza di un diniego esplicito da parte del cliente». Il magistrato ha dunque censurato il comportamento dell'agenzia: «Il mandatario è tenuto ad eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia ed è altresì tenuto ad informare il mandante delle circostanze sopravvenute che possono determinare la modifica del contratto».
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