Il Tirreno

Pisa

Ombrellone gratis, ma per pochi

Nicola Gennai
Tre immagini scattate negli stabilimenti che ieri hanno aderito alla protesta del sindacato Sib contro la normativa dell’Unione europea
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Tre immagini scattate negli stabilimenti che ieri hanno aderito alla protesta del sindacato Sib contro la normativa dell’Unione europea

La protesta riesce (95% di adesioni) eppure i bagnanti non ne approfittano

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 TIRRENIA. Cielo azzurro, sole, mare piatto, leggera brezza e ombrellone gratis.  Questo lo scenario che presentava ieri il litorale pisano, da Marina fino al Calambrone passando per Tirrenia. Se le condizioni atmosferiche non erano in discussione, la possibilità di perfezionare la tintarella in uno stabilimento balneare senza dover scucire neanche un euro è stata una novità. Che però, come raccontano i gestori nell'articolo a fianco, non ha visto i bagnanti approfittarne.  Ieri si è infatti svolta un'inedita manifestazione di protesta, organizzata da Sib Confcommercio Pisa, che prevedeva appunto la possibilità di affittare gratuitamente ombrelloni, sdraio e lettini presso i bagni che aderivano all'iniziativa. Il motivo del malumore dell'associazione dei balneari è dovuto alla passività di governo e parlamento di fronte alla procedura d'infrazione promossa dalla Ue nei confronti dell'Italia in materia di concessioni. La normativa europea (una direttiva del 2006) prevede che entro la fine del 2015 vengano rimesse all'asta le concessioni sul demanio marittimo, in parole povere gli stabilimenti balneari. Un grande danno economico per tutti coloro che da anni gestiscono un'attività del genere.  Dalle dichiarazioni dei titolari dei bagni traspare la paura di perdere tutto.  «Gestisco il bagno solo dal 2006 - confida il gestore del Sardegna -. Altri 5 anni e probabilmente tutto ciò non sarà più mio. Rispetto ad alcuni colleghi con 30 anni di attività alle spalle subirò un danno ancora maggiore».  Anche al Balena, dove la stessa famiglia gestisce da molto tempo l'attività, il tono è lo stesso: «Abbiamo deciso di aderire alla protesta perché non troviamo giusto che venga rimesso in discussione ciò che abbiamo acquisito con la fatica nel corso del tempo». Al Marco Polo si punta il dito sulle riqualificazioni effettuate di recente e che potrebbero andare a beneficio di altri: «Abbiamo speso molti soldi per rimettere in sesto lo stabilimento. Tra 5 anni le mie spese forse gioveranno ad altri».  Al Calypso Carlo Bianchi detiene la concessione dal 1994. Commenta: «Ho un mutuo da pagare fino al 2012. Ho anche l'ipoteca sulla struttura demaniale. Se dovessi perdere tutto sarebbe davvero un paradosso».  Sib Confcommercio giudica «molto positivo il bilancio della protesta», visto che circa il 95% degli stabilimenti ha aderito alla manifestazione. Per il futuro sono previste nuove iniziative, la prima delle quali scatterà il primo agosto, quando su tutti i pennoni dei bagni sventolerà una bandiera nera al posto di quella europea.

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