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«No allo sgombero», i tre aspiranti rettori chiedono tempo per una sede a Rebeldìa

«No allo sgombero», i tre aspiranti rettori chiedono tempo per una sede a Rebeldìa

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Svolta per il caso del centro sociale Rebeldìa. È, a differenza di quanto accaduto finora da parte dell'amministrazione dell'ateneo, un'apertura forte dei tre aspiranti rettori a farsi carico della ricerca di una sede per il centro sociale che raccoglie una trentina di associazioni sportive e culturali. «Auspichiamo che non venga attuata l'ipotesi di una evacuazione coatta dei locali che attualmente ospitano le associazioni del Progetto Rebeldia», hanno detto in una nota congiunta i tre candidati a rettore dell'università di Pisa Massimo Augello, Nicoletta De Francesco e Paolo Miccoli. E la nota arriva il giorno dopo lo slittamento della sentenza del Tribunale circa lo sfratto del Progetto Rebeldia dall'attuale sede in via Battisti dove è previsto un piano di riqualificazione del quartiere da 37 milioni di euro. Sempre ieri, inoltre, il consiglio comunale a maggioranza aveva approvato un ordine del giorno in cui, pur sostenendo l'impegno a trovare una sede alternativa per Rebeldìa, si chiedeva la possibilità di avere subito libera l'area per non incorrere in penali per il mancato inizio dei lavori. «Chiediamo - dicono invece i tre aspiranti rettori - che sia sospesa ogni decisione relativa alla nuova sede del Progetto Rebeldia fino all'elezione del nuovo rettore, affinchè l'Università possa partecipare, nel pieno delle funzioni, all'elaborazione della proposta più opportuna, senza giungere a soluzioni precipitose nel cuore dell'estate». Nel giro di poche ore è arrivata la posizione del sindaco e dell'amministrazione comunale di Pisa. «Noi - è stato detto - non possiamo aspettare e far ricadere sui cittadini i costi di un rinvio dei lavori. Bene che l'università si faccia carico del problema, ma i tre candidati ci dicano anche se hanno una soluzione pronta, visto che finora l'amministrazione dell'ateneo aveva dato la sua indisponibilità per lo stabile ex-Asnu». E il sindaco Filippeschi ha precisato: «Se ci sono novità che i candidati a rettore lo dicano. Se così non è ci vorrebbe una precisazione: su una vicenda delicata in cui il Comune non è stato inadempiente ma di larghe vedute non ci si fa una campagna elettorale. Noi, per quanto ci riguarda, continuiamo a dare una soluzione ed è via Saragat».

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di Redazione web