Finanza
Il Comune: lasciate subito via Battisti
Carlo Venturini
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Presidio di Rebeldìa davanti al tribunale ieri mattina E il giudice rinvia di una settimana l'udienza di sfratto
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PISA. Slitta di una settimana la pronuncia del Tribunale sullo sfratto di Rebeldìa. Una decisione questa del giudice Stefano Tocci alquanto "salomonica" visto che accontenta e scontenta tutti nello stesso tempo. E intanto ieri, la maggioranza ed il Pdl hanno approvato un ordine del giorno in cui si chiede di lasciare immediatamente gli spazi di via Battisti occupati da Rebeldìa. Alberto Paolicchi, amministratore della Pisamo, società che ha creato la Sviluppo Pisa (ieri in Tribuanle), ha detto: «Poteva andare peggio. Abbiamo avuto ben 5 rinvii e quest'ultimo, di una settimana, alla fine non modifica i nostri piani. Certo è che se si fosse deciso oggi l'esecuzione dello sfratto, sarebbe stato molto meglio visto che è da un anno esatto che abbiamo il permesso per edificare». Da Rebeldìa si auspicava che tutto slittasse a settembre sia per continuare il dibattito politico in città sia perché i candidati a Rettore si sbilanciassero sulla Ex Asnu, sede potenzialmente alternativa e preferita da Rebeldìa rispetto a quella di via Saragat indicata dalla società della salute. Fatto sta che la giornata di ieri è stata campale perché già alle 8.30 c'era una cinquantina di attivisti davanti al Tribunale ed un ingente schieramento di Polizia e Carabinieri. E la notizia di uno slittamento di una settimana è stata appresa dagli attivisti di Rebeldìa come un'altra boccata di ossigeno alle loro iniziative di sensibilizzazione della città alla loro causa. Paolicchi dal canto suo dichiara: «Noi ci siamo sempre comportati come se quell'area fosse libera e continueremo a fare così». Il motivo del comportamento di Sviluppo Pisa è prettamente economico, fiscale e giudiziario. «Abbiamo i permessi per costruire da 12 mesi, abbiamo già assegnato sia i lavori della demolizione che della bonifica bellica ed entro luglio, ripeto entro luglio, dobbiano fare l'avviso pubblico ed europeo per assegnare i lavori esecutivi del progetto». «In ballo - aggiunge Paolicchi- ci sono le penali e le agevolazioni fiscali che potremmo perdere per un ammontare di centinaia di migliaia di euro se non qualche milione». Ieri è stata approvato l'ordine del giorno sulla necessità «di lasciare immediatamente liberi gli spazi di Via Battisti» e l'assessore all'urbanistica Fabrizio Cerri commenta: «E' fondamentale che si liberi quell'area prima possibile perché Sviluppo Pisa ha già stipulato contratti per la cessione degli spazi a Sepi, per 6 milioni di euro, ed all'istituto di Vulcanologia per 9 milioni di euro». «Se gli spazi non vengono realizzati e consegnati nei tempi previsti si pagheranno penali per 5mila euro al giorno, soldi pubblici», conclude Cerri sul punto. Nello stesso ordine del giorno però è stato approvato anche un secondo punto. «Continuiamo il dialogo con le associazioni e con Rebeldìa - spiega Cerri - per trovare loro una sede idonea che indichiamo in quella di via Saragat, una sede che è ideale visti i tempi ristretti». Dal Comune fanno sapere che per la sede di via Saragat basta l'ok di Rebeldìa ed il contratto con Ferrovie verrebbe stipulato subito.
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