Sicurezza
Dal liceo Dini alla Cina gruppi di studenti come novelli Marco Polo
Gabriele Orsini
◗
Un gruppo di studenti che ha preso parte al viaggio in Cina I viaggi culturali resi possibili da una collaborazione con l'università di Chongqing, complice la Scuola Sant'Anna
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Chi dice che la scuola non è al passo coi tempi a volte si sbaglia, dando credito a un luogo comune. L'esempio arriva dal liceo scientifico Dini, che quest'anno ha dato la possibilità ad alcuni suoi studenti di visitare la Cina. Con l'importanza che assume ogni giorno di più l'immenso Paese asiatico dal punto di vista politico-economico, e di conseguenza culturale, quello dei ragazzi del Dini si può considerare a tutti gli effetti un viaggio nel futuro. Negli ultimi anni i rapporti di collaborazione culturale e scientifica tra i due Paesi si sono particolarmente intensificati, culminando nel 2006 con l'anno della cultura italiana in Cina. Ed è in questo contesto che al Dini hanno posto le basi per una collaborazione con l'università di Chongqing. Chongqing è la più estesa e popolosa municipalità con status di provincia della Repubblica Popolare Cinese. La collaborazione con il Dini è stata resa possibile anche dalla mediazione della Scuola Sant'Anna, che attraverso l'Istituto Confucio ha dato vita all'interno della scuola di via Croce alla prima Confucius Classroom, un laboratorio per l'insegnamento del cinese. Grazie all'impegno e alla dedizione di un gruppo di docenti - in particolare la professoressa Anna Barranca, responsabile del corso - un gruppo di sette ragazzi ha passato tre settimane in Cina durante le scorse vacanze di Natale. E grazie alle borse di studio messe a disposizione dall'università cinese all'interno di un agreement concordato con il liceo pisano, le famiglie si sono dovute far carico solo del costo del biglietto aereo, mentre vitto e alloggio, oltre alle numerose attività scolastiche, sono state offerte dall'ateneo di Chongqing. La prima volta il numero dei ragazzi era ristretto, ma agli inizi di luglio si è replicato: questa volta sono stati in sedici a partire sulla via della seta. A leggere il racconto del viaggio, a cui L'Ulisse, il periodico della scuola, ha dedicato trenta pagine dell'ultimo numero, si capisce subito che si è trattato di una di quelle esperienze che lasciano il segno. Ospitati all'interno del campus della prestigiosa università di Chongqing, gli studenti hanno diviso il loro tempo tra lezioni di lingua e cultura cinese e visite alla scoperta di un Paese che attraversa una profonda mutazione. Tra moderne skylines tipiche della civiltà occidentale e povere abitazioni della Cina di un tempo, templi dei culti più disparati, Pizza Hut e venditori ambulanti dei cibi più diversi, quello che è saltato agli occhi dei ragazzi è la presenza di forti contraddizioni tra un passato carico di storia e un futuro imposto dall'alto nel quale in pochi si identificano. Nemmeno il tempo di metabolizzare l'esperienza che subito si riparte. Ai primi di luglio, come detto, è toccato ad un secondo gruppo di giovani, questa volta più numeroso, accompagnato dalla professoressa Barranca. È un soggiorno più corto, ed il corso di lingua è di tipo intensivo. Ma le emozioni, possiamo scommettere, non mancano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
